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Benevento, 13-04-2018 10:13 ____
Chi credesse di aver scoperto oggi l'uovo di Colombo con il reddito di cittadinanza vada a leggersi cosa si faceva e come si faceva negli anni '50
La disoccupazione e la poverta' non erano certamente meno gravi di oggi. E il problema non si risolve nemmeno con il bazooka del governatore De Luca, che fa concorrenza a Grillo a chi la spara piu' grossa, scrive Roberto Costanzo
Nostro servizio
  

Roberto Costanzo (foto) prosegue nell'analisi del dopo voto politico e stavolta lo fa parlando la proposta pentastellata del reddito di cittadinanza comparandola con analoghi provvedimenti degli anni Cinquanta.
"E' fuor di dubbio - scrive - che la proposta politica più ridondante del Movimento 5 Stelle alle recenti elezioni, sia stata quella del "reddito di cittadinanza" che, a loro dire, è l'unica misura capace di far fronte alla crisi della povertà e della disoccupazione.
In questi giorni, però, Di Maio e compagni non ne parlano più con la stessa enfasi di due mesi fa, d'altronde dobbiamo abituarci ai repentini cambi di pensiero e posizione dei grillini.
Tuttavia il reddito di cittadinanza non può essere giudicato un progetto campato in aria, né insostenibile dal bilancio dello Stato, purché sia concepito e costruito nei giusti termini, così come è stato fatto con analoghe misure in molti altri Paesi europei.
Ma in Italia ed in particolare al Sud saremmo capaci di difenderlo da ogni possibile caduta assistenzialistica e clientelare?
O qui rischia di diventare il regalo di un salario legale per tanti lavoratori a nero?
Il problema non è tanto il reperimento dei fondi quanto piuttosto l'individuazione e la selezione degli aventi diritto.
Detto questo, trattasi di una misura, il reddito di cittadinanza, che si può impostare ed applicare efficacemente, così come si fece in Italia nel secondo dopoguerra con interventi di vario tipo, volti a fronteggiare la povertà e ridurre la disoccupazione.
Erano tempi ben più difficili degli attuali, la povertà dilagava soprattutto al Sud, altrettanto la disoccupazione e le  casse dello Stato non erano certamente più floride di oggi.
Eppure in larga misura a cavallo degli anni '50 si fece fronte alla situazione non con provvedimenti tampone o semplicemente assistenzialistici, ma con misure organiche, gestite dagli uffici periferici dello Stato e dai Comuni.
Andrebbe riesumata la storia dell'Ente Comunale di Assistenza (Eca).
Che storia!
Non solo beneficenza ma sostegno ai poveri e ai disoccupati anche attraverso piccoli lavori di interesse generale.
Oggi potrebbero reintrodursi le misure inventate allora da Amintore Fanfani, ministro del Lavoro e Previdenza Sociale prima e dell'Agricoltura e Foreste; poi: i cantieri di lavoro, i cantieri scuola, i cantieri di rimboschimento.
Tutti  volti a far fronte a disoccupazione e povertà con piccoli lavori di difesa del suolo o socialmente utili.
L'80% dei boschi, impiantati o ripopolati nella seconda metà del secolo scorso nel Taburno, nel Titerno, nel Tammaro e nel Fortore, è stato fatto con i cantieri di rimboschimento che fecero tanto bene al territorio, all'ambiente e all'occupazione e quindi al contenimento della povertà.
Chi credesse di aver scoperto oggi l'uovo di Colombo con il reddito di cittadinanza vada a leggersi cosa si faceva e come si faceva, negli anni '50, quando disoccupazione e povertà non erano certamente meno gravi di oggi.
E le casse dello Stato non erano meno vuote.
Si capirà che il problema del reddito di cittadinanza non è soltanto quello di come finanziarlo ma soprattutto di come attuarlo.
Invitare a conoscere quanto e come si fece negli anni '50 non vuol dire che allora si seppe fare meglio di oggi, né si vuol proporre un sistema di interventi fotocopia di quelli di allora, ma soltanto tener conto che se ci si riuscì in quel momento storico con quelle condizioni economiche, ci si può riuscire anche oggi, purché non si pretenda di risolvere il problema con una bacchetta magica, né con il bazooka del governatore Vincenzo De Luca il quale immagina di creare con il suo “piano” cinque nuove Alfa Sud di Pomigliano.
De Luca vuole fare concorrenza a Grillo: A chi la spara più grossa...".

comunicato n.111855



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