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Benevento, 13-03-2018 11:28 ____
Gerardo De Gennaro si incarica stavolta di dar voce a chi gli ha confidato problematiche finanziarie per portare avanti una famiglia, un'azienda
Per taluni quasi nulla la possibilita' di accesso al credito. Concreta invece quella del contatto con gli usurai
Redazione
  

Gerardo De Gennaro (foto) si incarica stavolta di dar voce a chi gli ha confidato problematiche finanziarie per portare avanti una famiglia, un'azienda, un'attività artigianale e che non ha avuto possibilità di accesso a prestiti bancari.
De Gennaro non attinge a statistiche ufficiali ma, ripetiamo, riporta quello che gli hanno raccontato.
Con questo spirito deve essere letta la nota inviata al giornale.
"Anche la nostra città - scrive - non è esclusa dal fenomeno dell'usura, molto spesso alimentata dalla riottosità, talvolta, di molti Istituti bancari ad erogare il classico "piccolo prestito" al capofamiglia per le esigenze che noi tutti abbiamo: l'acquisto di mobili, l'auto nuova.quella vecchia ormai ha quasi 300mila chilometri, il matrimonio di un figlio.
Insomma, tutto quello che riguarda la sfera economica di un nucleo familiare insistente in questa città.
Poi c'è l'artigiano, il professionista, il piccolo imprenditore: Tutte professioni che richiedono mezzi finanziari per poter avviare e poi sostenere la propria attività.
E' un’usura dalla faccia pulita, i cui attori protagonisti, occulti o meno, occupano rispettabili posti  nell’ambiente sociale in cui agiscono.
Conoscono, per professione, bene i meccanismi del mercato del credito legale e spesso, conoscono perfettamente le condizioni economiche delle proprie vittime.
La crisi economica e la mancanza di liquidità hanno aperto le porte dello strozzo a persone una volta lontanissime da questo mondo che, fino a qualche anno fa era legato, ricordiamolo, alla marginalità sociale, al gioco d’azzardo, alla dissipazione e lambiva ambienti malavitosi di quartiere che stazionavano nelle sale biliardo, nelle bische, nei retrobottega dei ricettatori.
Si è, in tal modo, realizzato un interesse, verso il prestito a nero, di soggetti ed ambienti contigui alla comunità degli affari, personaggi che maneggiano denaro, ruotano intorno a mondi border line.
Pseudo-imprenditori ed affaristi che hanno consistente liquidità, realizzata, molte volte, in nero e che, nelle attuali condizioni del mercato finanziario, preferiscono prestare denaro a privati, piuttosto che investire in azioni e titoli di Stato.
Soggetti che non resistono al richiamo di fare soldi, con i soldi, soprattutto quando il denaro è degli altri!
E' aumentata la richiesta di credito e con essa il volume della sorta capitale, esigenza questa, insieme al crescere delle insolvenze, che il classico cravattaro non è più in grado di soddisfare; a fronte di facili guadagni, si è notevolmente abbassato il rischio di essere denunciati.
Tra l'altro, queste organizzazioni mascherano l'attività usuraia dietro transazioni commerciali e l'offerta di servizi.
Un esempio concreto descrive meglio questi ambienti, più di tante analisi sociologiche. 
Antonio, lo chiameremo con il solo nome di battesimo, si rivolge alla sua banca per avere un ampliamento del fido.
Il direttore, con fare bonario, gli risponde che non può fare niente, perché "sono bloccati dalla burocrazia", aggiungendo, subito dopo: "... che ci sono dei clienti facoltosi disponibili ad aiutare, in questo momento di crisi, le persone in difficoltà.
Garantiamo noi per voi.
Gliene parlerò e vediamo cosa si può fare".
Il linguaggio, ci racconta ancora Antonio, è sempre allusivo, non ti danno mai certezze, per tenerti sulla corda e renderti più debole.
Nel giro di poche ore, Antonio è ricevuto dal professionista, non nello studio, ma davanti al tavolino di un bar.
L'uomo gli chiede come può garantire l’operazione che stanno per fare.
E' solo una formalità, il bancario infedele ha già comunicato tutte le informazioni all'organizzazione.
Anzi, nel momento che il soggetto è stato presentato, è già scremato, cioè è un imprenditore con diversi beni personali.
Il prestito viene garantito da un contratto di cessione d'azienda, ovvero di un bene patrimoniale, "a garanzia".
Si premura a dire il professionista: "Noi non vogliamo i suoi beni, ma rientrare dell'investimento".
Superfluo aggiungere che Antonio ha perso tutto.
Per quanto riguarda l'attività lavorativa della vittima, si tratta di piccole imprese operanti nel commercio, di artigiani, liberi professionisti e lavoratori dipendenti.
Elevatissimi i tassi di interesse che, mediamente, oggi oscillano tra il 120% ed il 240% annui, (10%-20% mensili).
Così almeno ci raccontano.
Perché ho voluto trattare questo argomento?
Tantissime famiglie beneventane sono state messe, letteralmente sul lastrico da simili personaggi che, dalla loro parte gioca solo un fatto: La non certezza della pena anche se arrestati".

comunicato n.110942



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