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Benevento, 12-03-2018 22:16 ____
Padre Sergio Galdi parla del ruolo di Gerusalemme in una terra che da 2300 anni non ha mai avuto la pace
Li' pero' la polemica, tutta italiana, sulla presenza del Crocefisso nelle scuole, non c'e' mai stata. Il sindaco Mastella ricorda la sua visita da ministro fatta in quel paese e ritiene intempestiva la decisione di Trump di spostare l'ambasciata
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Nella Sala del Centenario, per iniziativa del Centro Studi del Sannio diretto da Mario Pedicini, si è svolto un incontro sul tema: "Gerusalemme oggi", che ha avuto come relatore padre Sergio Galdi, dell'Ordine dei Frati Minori, presidente della Conferenza dei Commissari di Terra Santa di Lingua Italiana.
La Custodia di Terra Santa, ha detto Mario Pedicini nell'aprire i lavori, risale ad oltre 800 anni fa.
Ovviamente, la discussione di stasera prende le mosse anche dalla cronaca degli ultimi tempi ed in particolare della decisione del presidente degli Usa, Donald Trump di trasferire l'ambasciata americana da Tel Aviv, la capitale d'Israele, a Gerusalemme.
Dopo il saluto di padre Galdi, è stato, quindi, trasmesso un filmato di scarsi dieci minuti con il quale si è dato conto di ciò che ha fatto nel tempo la presenza francescana in quella terra.
Si è parlato, dunque, di Gerusalemme, la città santa di tutte le confessioni monoteiste, ha detto padre Galdi.
Un caleidoscopio di presenze con all'interno molteplici anime.
In poco più di un'ora, padre Galdi ha cercato di inquadrare politicamente il ruolo di questa grande città all'interno di un contesto, quello del medio-oriente, difficile e dagli equilibri delicatissimi.
Il nostro ideale di democrazia, ha detto il relatore, non possiamo peraltro trasferirlo ovunque ed impunemente.
La stessa Israele, con ogni probabilità, mantiene la pace al suo interno per via della presenza del nemico esterno.
Sul suo territorio, infatti, circa il 65% della popolazione parla russo...
I cristiani sono circa l'1,5%, praticamente una presenza nulla che è peraltro in continuo decremento.
I francescani si sono inseriti in questo caleidoscopio che è Gerusalemme su cui sono proiettati tutti gli occhi del mondo.
La verità è che in questa terra, negli ultimi 2300 anni, la pace non c'è mai stata.
Rimarginare le ferite delle componenti in campo non è affatto semplice ha proseguito padre Galdi.
Il territorio palestinese è molto esteso ma lo è a macchia di leopardo tanto è vero che l'ipotesi che oggi si accarezza è quella di un solo Stato con due popoli.
Poi padre Galdi ha parlato della polemica che spesso si rinfocola qui da noi in Italia a proposito della presenza del Crocefisso nelle aule scolastiche o in quelle dei Tribunali.
Mai avuto problemi nelle nostre scuole nonostante siano frequentate in massima parte da musulmani a mostrare questo segno, ha detto il sacerdote.
La verità è anche che le nostre scuole sono molto valide e per questo sono frequentate dai figli di quelle famiglie che hanno tutto l'interesse all'apprendimento ed alla cultura.
Ora qualche problema si profila all'orizzonte, è andato a concludere padre Galdi, in quanto il Parlamento stava per votare la legge sui terreni delle chiese.
Avrebbe comportato pagamenti sporzionati di alcune decine di milioni di dollari.
Per questo, per protesta, il Santo Sepolcro è rimasto chiuso lo scorso 25 febbraio.
Questo a qualcosa è servito visto che la proposta di legge è stata ritirata e la problematica affidata ad un Commissione.
Tra gli interventi che sono seguiti alla relazione di pare Galdi c'è stato quello del sindaco Clemente Mastella che ha ricordato di quando visitò quella terra da ministro e chiese di poter interloquire anche con i rappresentanti del popolo palestinese.
Fu scoraggiato dal farlo dagli israeliani, ma alla fine l'incontro ci fu.
La situazione che è sullo sfondo, ha conclusio Mastella, rimane ovviamente complicata.
Intempestiva è stata però la mossa del presidente statunitense di spostare l'ambasciata a Gerusalemme.
L'Italia, l'Europa, non lo seguiranno anche perché tutto quello che accade a Gerusalemme poi si riverbera, talvolta negativamente, anche da noi.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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