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Benevento, 08-03-2018 21:32 ____
Capire da dove si puo' partire per realizzare un percorso comune di convivenza e di reciproco rispetto
E' stato l'obiettivo del convegno sul tema: "Islam e Diritti Umani", organizzato dalla Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo presieduta da Luigi Diego Perifano aperto dalla drammatica testimonianza di una donna affetta da tumore
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Il pomeriggio di riflessioni sul tema complesso e importante "Islam e Diritti Umani", organizzato dalla Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo (Lidu), ha visto la testimonianza di una donna, che ha spiegato e ha "urlato" la sua voce di persona con un cancro al seno, che aspetta e chiede che le venga riconosciuta la possibilità di curarsi in strutture adeguate, umane e solidali.
Spesso chi si ammala è "dimenticato" e le cicatrici non sono quelle della pelle, ma restano incise nell'animo.
Dopo il toccante intervento introduttivo, Luigi Diego Perifano, presidente della Lidu di Benevento, ha spiegato che il convegno ha inteso aprire un dibattito chiaro e trasparente, scevro da pregiudizi, sulla crescente "islamofobia", che attanaglia la nostra società.
Capire perché in molti Paesi islamici non vengono riconosciute la Dichiarazioni Universali dei Diritti dell'Uomo e la Convenzione Europea sui Diritti Umani.
Capire cioè da dove si può partire per realizzare un percorso comune di convivenza e di reciproco rispetto.
In sintonia con Perifano, anche il presidente nazionale della Lidu, Alfredo Arpaia, il quale, nell'evidenziare i mali del nostro secolo, come i rigurgiti di razzismo, di odio contro il diverso, ha spiegato che solo nella cultura della conoscenza, nel continuo aggiornarsi e confrontarsi sulle alterità, sarà possibile costruire la società del domani, libera e democratica.
Claudio Bonvecchio, docente dell'Università dell'Insubria, Oratore del Grande Oriente d'Italia Goi, ha evidenziato che le difficoltà che si vivono nel mondo di oggi, tormentato da una profonda crisi di valori, avvilito dal nichilismo e da un consumismo sfrenato, non permettono una serena chiarificazione su ciò che si percepisce come attacco all'Europa del terrorismo di marca islamica.
E' importante. pertanto, riuscire a trovare quel punto di accordo che può nascere dalla scintilla interiore dell'animo umano, che nel Libro Sacro sul quale si basano le tre religioni monoteistiche, può consentire il reciproco rispetto e la pacifica convivenza avendo ben saldo però la moderna laicità dello Stato democratico.
Per padre Antonio Carillo, guardiano del Convento di San Francesco a Benevento, bisogna partire dall'ascolto e dall'accoglienza.
Saper ascoltare è già un atto d'amore e può essere l'incipit di una scrittura comune.
Certo il cammino è lungo e faticoso, ma solo nel rispetto e nella conoscenza dell’altro da sé, nella scoperta dei valori che sono alla base delle tre religioni monoteistiche, si può cogliere la spiritualità della Vita insieme.
Molto interessante anche l'intervento di Camilla Crea, dell'Università del Sannio, la quale ha proprio sottolineato con esempi concreti comparando gli aspetti giuridici di Paesi a maggioranza musulmana, le difficoltà incontrate soprattutto nell'affermazione dei Diritti delle Donne.
In particolare, perché nel sentire islamico i diritti umani vanno di pari passo con la religione, senza essere scissi da essa e a essa devono conformarsi.
Infine, la parola è passata a Massimo Abdallah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, il quale, nel ringraziare gli organizzatori, ha voluto subito chiarire che in un tempo caratterizzato dalla lotta internazionale contro il terrorismo, il tema dell'Islamismo rischia di essere frainteso e "minacciato" dalla poca conoscenza che se ne ha di esso.
Sarebbe utile, ha spiegato Cozzolino, abbandonare la contrapposizione tra "noi" e "voi", riuscendo a trovare il modo di ricercare quegli elementi che caratterizzano il comune sentire, partendo proprio dalla Sacralità della Vita.
Solo così, si potranno costruire ponti e non innalzare muri di divisioni.
Solo così si potrà favorire l'integrazione attraverso l'aggiornamento continuo ed il reciproco rispetto.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                            

comunicato n.110823



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