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Benevento, 13-02-2018 13:26 ____
I candidati del Movimento 5 Stelle hanno chiesto al presidente della Provincia scuse formali
L'episodio stigmatizzato e' quello occorso ieri durante la manifestazione di protesta della gente del Fortore
Redazione
  

I candidati del Movimento Cinque Stelle alla Camera ed al Senato: Angela Ianaro (collegio uninominale Camera Benevento); Danila De Lucia (collegio uninominale Senato Benevento-Santa Maria Capua Vetere); Pasquale Maglione (collegio proporzionale Camera Benevento-Avellino); Sabrina Ricciardi (collegio proporzionale Senato Benevento-Avellino-Caserta-Salerno) hanno invitato il presidente della Provincia di Benevento, Claudio Ricci, a chiedere scusa per il comportamento avuto in occasione della protesta messa in atto dai cittadini del Fortore che hanno chiesto spiegazioni in merito ai disagi che esistono sulla viabilità in tale zona del Sannio.
"Quanto accaduto a Benevento in occasione della protesta dei cittadini del Fortore del Comitato "Viabilità negata" - scrivono - ha dell'incredibile.
L'iniziativa era stata annunciata da giorni e Claudio Ricci, presidente della Provincia, ne era perfettamente a conoscenza.
Ma non se ne è curato minimamente, dando priorità ad altri, non meglio precisati, "incontri istituzionali".
Siamo proprio curiosi di sapere quali "incontri istituzionali" potessero essere più importanti che ascoltare le ragioni di centinaia di cittadini allo stremo della sopportazione per decenni di negazione dei più elementari diritti, come il diritto a una dignitosa viabilità.
Ricci non solo non si è fatto trovare alla Rocca dei Rettori, ma ha persino negato ai manifestanti un incontro in quella che è la sede naturale del presidente della Provincia.
I cittadini avrebbero dovuto invece raggiungerlo, secondo le sue pretese, presso gli uffici dell'Ente che notoriamente sono ubicati all'altro capo della città.
Altrimenti, peggio per loro.
Non bisognerebbe aggiungere altro.
Un rappresentante delle istituzioni che si comporta in tal modo non fa altro che darsi la zappa sui piedi e confermare quanto di peggio già pensano moltissimi cittadini di certa politica.
Con questo atteggiamento altezzoso e sprezzante Ricci si è palesato per quello che è: un rappresentante di quella casta politica che tradisce da sempre lo spirito della Costituzione e attua alla lettera il celebre motto del Marchese del Grillo: "Io sono io e voi non siete un...".
Ma l'aspetto più grave del comportamento di Ricci è la totale irresponsabilità dimostrata nei confronti della comunità fortorina che pure, malgrado avesse tutte le ragioni per inscenare una protesta più accesa, ha tenuto una condotta civile per l'intera manifestazione e non chiedeva altro che un incontro al referente istituzionale preposto.
Un "onore" che il presidente della Provincia non ha inteso concedere, ponendo condizioni come se si trattasse di una elargizione regale e non un preciso obbligo morale prima ancora che un dovere d'ufficio.
Ricci dovrebbe scusarsi ogni momento per le condizioni in cui sono costretti a vivere quotidianamente le popolazioni del comprensorio fortorino, e invece si permette addirittura di tacciare la loro sacrosanta protesta come "uno show".
E se a tale "show" ha preso parte anche un sacerdote, figura notoriamente non avvezza a manifestazioni eclatanti, è perché la misura è stata abbondantemente superata.
Non ci sono giustificazioni per quanto accaduto.
Ricci farebbe bene a scusarsi e chiedere, lui sì, un incontro ai cittadini, rimediando almeno in parte al clamoroso autogoal di cui si è reso protagonista.
Nell'occasione sarebbe doveroso da parte sua non accampare le solite, abusate giustificazioni relative alla mancanza di fondi per la manutenzione delle arterie stradali. Il Fortore è vittima da sempre di disservizi gravissimi, mentre i tagli ai fondi destinati dallo Stato alle Province sono cosa recente.
Comunque Ricci non può certo nascondersi dietro la riduzione dei trasferimenti imposti dalla legge Delrio.
Se l'Ente che presiede non è in grado di garantire i servizi minimi, non è obbligato a restare sulla poltrona dalla quale non è sceso nemmeno quando i cittadini del suo paese gli hanno dato il benservito.
Ma ci rendiamo conto che chiedere coerenza a Ricci, rappresentante di un partito che avrebbe voluto cancellare l'Ente che lo stesso Ricci presiede, è un'utopia".

comunicato n.110140



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