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Benevento, 12-02-2018 14:25 ____
Contrapposizione forte tra il presidente della Provincia Claudio Ricci ed i manifestanti giunti dal Fortore per reclamare sicurezza sulle strade
Il vertice della Rocca ha definito uno show l'azione posta in essere dai fortorini. Questo ha mandato su tutte le furie uno dei parroci presenti, don Marco che ha detto: Qui spiritualmente c'e' anche il nostro vescovo, e' anche lui uno showman?
Nostro servizio
  

La legittima protesta della gente del Fortore si è fatta sentire, nuovamente, questa mattina, ed ha bloccato la parte alta della città.
Il raduno c'è stato nei pressi della ex Caserma dei Vigili del Fuoco al viale Mellusi e da qui si è, poi, dipanato un lungo corteo che è giunto fino alla Rocca dei Rettori, sede dell'Amministrazione provinciale.
Tutti gli slogan sono stati ribaditi e cioè che questa gente è stanca di vedere le proprie strade provinciali impraticabili per via soprattutto di ampie buche sulla carreggiata.
E' stato nuovamente detto che questa è la protesta della ordinarietà nel senso che, al di là delle grandi iniziative viarie quali possono essere la Fortorina (che a loro, a quelli di Montefalcone e di Castelfranco in Miscano non interessa affatto o interessa poco) o il raddoppio della Telese-Caianello, a loro interessa poter percorrere le proprie strade provinciali sì da poter agevolmente raggiungere poi la nazionale che in questo caso è, in particolare, la Strada Statale 90/bis.
Il corteo, come dicevamo, peraltro annunciato da una nota inviata alla Stampa nei giorni scorsi, è giunto nei pressi della Rocca dei Rettori con i propri componenti convinti di essere ricevuti, in delegazione, dal presidente della Provincia, Claudio Ricci, ed invece così non è stato in quanto il rappresentante della Rocca si trovava nell'altra sede di via Carducci nella quale aveva invitato i partecipanti a raggiungerlo.
Ovviamente, i manifestanti hanno rifiutato questa evenienza convinti come erano che dovessero essere ricevuti non nella sede succursale, ma in quella istituzionale e di rappresentanza che è la Rocca dei Rettori non essendo cittadini di serie B, è stato detto.
Così, sotto lo sguardo severo del Leone del Castello, è stata inviata una telefonata al presidente Ricci con il telefono a viva voce per modo che chiunque, o almeno chiunque fosse vicino al telefono, potesse ascoltare.
Quindi, si è appreso che Ricci ha detto: Voi siete lì perché volete fare solo lo show, per questo non venite in via Carducci, ma se volete parlare con me qui dovete venire.
A questo punto, a telefonata conclusa, è andato su tutte le furie uno dei parroci presenti alla manifestazione di protesta, don Marco, il quale ha detto di essere un uomo di chiesa e che non è abituato a fare nessuno show.
Peraltro, stamane qui tra noi, ha proseguito don Marco, è spiritualmente presente anche il vescovo di Ariano Irpino e Lacedonia, Diocesi da cui parte del Fortore dipende e che sostiene la protesta.
Dunque è anch'egli un uomo da show? Il nostro vescovo?
A rincarare la dose, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, ci ha pensato Antonio Follo sindacalista della Cisl e responsabile dell'area del Fortore Tammaro, il quale ha dato dell'irresponsabile al presidente della Provincia.
Noi ci andiamo veramente in via Carducci, ha detto, ma risalendo per il viale degli Atlantici e blocchiamo così l'altra mezza parte della città.
Perché non viene Ricci alla Rocca che è tutto più semplice?
Su questo interrogativo si è chiuso l'episodio della telefonata ed allora una rappresentanza dei manifestanti, una trentina, è salita alla Rocca ed ha simbolicamente occupato, per una mezz'ora, l'Aula del Consiglio provinciale.
Poi la manifestazione si è conclusa.
Giovedì prossimo a Montefalcone ci sarà una riunione per fare il punto della situazione ed organizzare nuove e più stringenti azioni di lotta.
Nel pomeriggio l'Ufficio Stampa della Provincia ha poi diramato una propria nota, a firma del presidente Ricci.
"Stamane  si legge - sin dalle 10.00, sono stato in contatto telefonico con alcuni componenti del Comitato fortorino, dichiarando la mia piena disponibilità ad incontrare una delegazione di manifestanti.
Per tutta la mattinata, avendo già concordato alcuni impegni con rappresentanti istituzionali, sono stato presso gli Uffici della Provincia in via Calandra dove hanno sede i Settori Infrastrutture e Gestione Economica.
Dunque, questa sede era la più adatta per discutere sulla viabilità nel Fortore: qui lavorano i tecnici, qui sono depositati i progetti d'intervento, qui ci sono le prove documentali di tutto quanto noi possiamo mettere in campo, abbiamo messo in campo e vogliamo mettere in campo per le strade del Fortore.
Avevo già mobilitato i tecnici che erano a disposizione per fornire ogni chiarimento possibile alle domande dei cittadini.
Di contro, trasferirmi alla Rocca, come richiesto, avrebbe significato trasportare tecnici, carte e faldoni.
Non approvo il comportamento del Comitato che ha rifiutato il mio invito: peraltro, ricordo che è prassi che, in occasioni di manifestazione di protesta, il rappresentante dell'istituzione contestata riceva solo una delegazione per illustrare la propria posizione e rispondere ai rilievi critici in maniera ordinata e chiara.
Prendo atto, però, che questo incontro non lo si è voluto fare perché si è preferito, invece, la caciara che trova maggiore spazio sui mass media.
Ma in questo modo non si risolvono i problemi".
In un'ulteriore nota Stampa, Ricci ha dichiarato: "Leggo che io questa mattina sarei fuggito di fronte al Comitato del Fortore.
E' una totale falsità.
Sono rimasto esattamente al mio posto e cioè negli Uffici della Provincia di via Calandra, il Centro operativo dell'Ente dove si attuano gli indirizzi di governo.
E' stato, invece, il Comitato che non ha voluto accettare il confronto; è stato il Comitato a non aver voluto consultare la evidenza documentale dei progetti e delle risorse finanziarie disponibili per la viabilità fortorina.
Evidentemente il Comitato era ed è più interessato a fare campagna elettorale e, per questo, ha messo in moto capi-popolo assortiti, anche in veste talare.
Nessuno ha voluto accettare il mio invito, formulato sin dalle 10.00 del mattino, a verificare la realtà delle cose nella sede di via Calandra.
Nessuno mi ha dato una risposta convincente rispetto al loro no.
Eppure negli Uffici non avremmo fatto chiacchiere, ma avremmo accertato, alla presenza del personale tecnico qualificato della Provincia, quella che è la realtà dei fatti.
Perché nessuno è venuto e, dunque, ha rifiutato di confrontarsi?
Non ci sto al capovolgimento della verità.
All'isteria preferisco i dati inoppugnabili dei progetti e delle delibere.
Non mi spaventano le contestazioni civili e democratiche; invece, sono rimasto sbigottito dalla cioncione del parroco il quale, senza rispetto alcuno per la sua funzione, mi ha accusato di cose false.
Insultando me, ha insultato anche le istituzioni".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.110104



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