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Benevento, 08-02-2018 11:20 ____
Peppino De Lorenzo racconta l'episodio del suo "incontro" al viale Mellusi con il direttore generale dell'Asl Franklin Picker
La reazione del dirigente sarebbe stata tale da costringere il medico a sottoporsi alle cure del Pronto Soccorso del "Rummo". Lo psichiatra ha invitato la magistratura ad agire con celerita'
Nostro servizio
  

Questa mattina, presso il suo studio, Peppino De Lorenzo, come programmato, ha incontrato i giornalisti per affrontare alcune problematiche, tra quelle di più palpitante interesse, che coinvolgono la sanità del nostro territorio, sia per quanto riguarda l'Asl che l'Azienda Ospedaliera "Rummo".
E' apparso un De Lorenzo, privo della grinta di un tempo, ma sereno, anche se provato, che ha esordito affermando: "La vita mi ha dato tanto, per affetti e professione, e di questo ringrazio il destino, ma, fors'anche per essermi posto, cocciutamente, contro il potere imperante, mi ha portato a vincere le guerre, ma anche a perdere tante battaglie, i cui risvolti negativi hanno inciso non poco sul mio stato d'animo di oggi, mentre mi avvio alla sera della vita."
Ha, quindi, soffermato l'attenzione sullo scontro avuto, qualche settimana fa, con il direttore dell'Asl Bn 1, Franklin Picker, notizia riportata anche da qualche organo d'informazione.
E' impensabile che alcuni attuali vertici della sanità, tutti di nomina politica, De Lorenzo ha proseguito, possano, senza che alcuno li controlli, decidere, a loro piacimento, della vita di tanti sanitari onesti.
In questo senso, l'attuale governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, propostosi, anche con me personalmente, quale alfiere del rinnovamento, stia, poi, agendo peggio, molto peggio, dei suoi predecessori.
De Lorenzo ha ribadito che, quando Picker è giunto qui da noi, abbia cercato, per lui che non conosceva il territorio, nè, tanto meno, il settore psichiatrico, di fargli capire che stava commettendo degli errori. 
Non solo non ha dato ascolto, ma ha cercato di farlo fuori arrivando all'assurdo di trasferirlo all'Uosm di Montesarchio quando il  sanitario era già in pensione.
Atto grave, ha affermato De Lorenzo, nei confronti di un medico che ha speso l'intera vita in un reparto psichiatrico, di difficile gestione per l'utenza particolare che lì fa ricorso.
La storia di quella strutura, è sempre De Lorenzo a parlare, è tragica.
Negli anni Sessanta e Settanta è successo di tutto.
Gli infermieri di un tempo, almeno quelli ancora in vita, ricordano episodi sconvolgenti con l'interessamento della magistratura in varie occasioni.
"Ho trovato un ghetto - ha precisato De Lorenzo - e dopo tante lotte, ho lasciato un reparto dove i pazienti possono ricoverarsi con dignità.
Alcune storie, purtroppo, non tutte, potranno essere apprese nel mio prossimo libro "Quarant'anni tra le sbarre", edito da "Realtà Sannita" ed in libreria tra poche settimane.
In proposito, ha mostrato anche alcune foto di come il reparto era in precedenza, logisticamente. 
De Lorenzo ha, poi, passato a spiegare le tappe della sua defenestrazione preparata da Picker.
In sua asseza, lo avrebbe privato dello studio, imbastita una commissione di verifica con componenti che non ci potevano essere, non ha offerto un contraddittorio, così come prevede la legge.
La ciliegina sulla torta è stata offerta dal motivo fondante che Picker avrebbe preso a pretesto.
La morte di un giovane.
Oggi, la Procura  della Repubblica ha chiuso l'indagine.
Un giovane di 150 chilogrammi, psicotico, già tossicodipendente e cardiopatico.
Tutto è possibile che accada in queste condizioni e ciò lo dimostra il fatto che, solo qualche mese fa, ancora oggi che c'è un'altra equipe medica, una donna si è lanciata dalla finestra del reparto procurandosi fratture multiple.
Sono episodi che in psichiatria sono sempre capitati e continueranno a verificarsi.
A Picker, ho inviato  rendendo edotto la copia di "Cronaca vera" di 33 anni fa, del 15 febbraio 1985, con precisione, da cui si legge che il padre di questo ragazzo fu arrestato e condannato quando era componente del consiglio di amministrazione del "Rummo" per aver incassato una tangente di dieci milioni per far vincere il concorso, cui partecipavano 360 concorrenti, all'amante di uno psichiatra di allora. 
De Lorenzo che, come si sa, è grande conservatore e conosce la storia di questa città, ha mostrato il vecchio settimanale informando i giornalisti anche dei nomi dei magistrati che, all'epoca, formavano il collegio giudicante.
Allora, lui si è chiesto, se fosse mai possibile poter dar credito alla denuncia di familiari di cui un componente  si comportava in questo modo.
Picker, ha proseguito De Lorenzo, sa tutto, fatevi dare da lui la copia di "Cronaca vera" che possiede.
Sono arrivati anche a porre le cimici nel mio studio.
Che cercavano di trovare, ha precisato De Lorenzo?
Poi, chi le ha posizionate si è dimostrato poco esperto in quanto gli infermieri l'hanno capito.
In tanti mesi, ha detto di aver chiesto spiegazioni.
Il silenzio, però, non solo del direttore generale, ma anche della politica e delle istituzioni.
E' un affronto che, a suo dire, non può essere mandato giù. 
Alcune mattine fa, ha ricordato di aver incontrato, casualmente, Picker lungo il viale Mellusi.
Lo ha fermato cercando di parlargli.
Il direttore, è sempre De Lorenzo che parla, avrebbe detto di non conoscerlo, né tanto meno di aver firmato alcun trasferimento.
Alle insistenze dell'interlocutore, Picker, infastidito, avrebbe reagito al punto che lo psichiatra ha, poi, fatto ricorso alle cure del Pronto Soccorso dove si è trovato a vivere un'altra brutta esperienza.
Nel corso dell'incontro con i giornalisti, però, De Lorenzo ha puntato l'attenzione anche su altre vicende dell'Asl.
Sulla storia, ad esempio, di Vincenzo Perfetto, sino ad alcuni mesi fa, capo del Servizio Ispettivo e, poi, relegato, inoperoso, in un sottoscala.
Vi è anche, in proposito, un intervento dell'Autorità Nazionale Anticorruzione che, a firma di Raffaele Cantone, ha imposto di provvedere, entro trenta giorni, a sanare la situazione, dichiarata illegale.
Picker avrebbe dissentito anche al deliberato dell'Anac e, oggi, la Procura di Benevento ha aperto un fascicolo.
In proposito, lo psichiatra ha invitato il magistrato che sta esaminando il tutto a voler, è ovvio nei limiti del possibile, procedere con celerità e fermare questo stato di cose.
Ha detto anche che, proprio con Perfetto, si sta accingendo a scrivere un libro in cui saranno esposte le tappe salienti della direzione Picker, con la speranza di concludere la stesura prima che questi, tra qualche anno, andrà in pensione per raggiunti limiti di età.
Né, ha proseguito De Lorenzo, è da sottovalutare la vicenda dello psichiatra Pierluigi Vergineo che pure ha subito un torto simile, così come hanno evidenziato i sindacati.
Insomma, un vero e proprio regime che, in verità, in precedenza, non era stato mai di questo tipo.
Ancora, De Lorenzo ha soffermato l'attenzione su alcune ultime delibere (la numero 71 del 1° febbraio 2018, la numero 72, sempre del 1° febbraio 2018 e la numero 79 del 5 febbraio 2018) con le quali è stato, motu proprio, confermato l'incarico dirigenziale, per altri cinque anni, a Campanelli, Pocino e Del Vecchio.
Il tutto in mancanza, allo stato, di un nuovo atto aziendale, senza alcuna clausola che abbia richiamato la graduatoria comparativa di cui al Decreto regionale numero 67 per la nuova distribuzione degli incarichi degli aventi diritto. 
Per queste delibere, De Lorenzo ha precisato che, nei prossimi giorni, presenterà un esposto in Procura e si è chiesto: "Ma questi soggetti non sono gli stessi che comparvero nelle intercettazioni che mi riguardavano, disposte, a mia difesa, dalla Procura della Repubblica di Napoli?
Qui, da noi, questi sono i soggetti che fanno carriera!".
Poi, De Lorenzo ha parlato della triste vicenda dell'edificio "Casa del Pellegrino" di Pietrelcina.
La storia, prova eloquente di sperpero di danaro pubblico, parte da lontano.
Picker, lo scoro anno, dichiarò che vi fossero dei fondi regionali per riattare, finalmente, la struttura.
A novembre, invece, ha deciso, invertendo la rotta, di vendere l'edificio.
Qualche acquirente, da voci diffuse, era pronto.
Allora, De Lorenzo ha fatto sapere che, il 29 dicembre scorso, ha presentato anche lui una proposta d'intento per l'acquisto.
Sarà il caso, ma, d'improvviso, tutto si è fermato.
Lo psichiatra ha detto che ci sarebbero tante altre vicende da chiarire e che seguirà con tutta l'attenzione possibile.
Sulla sua personale, ha ribadito che, se non avrà spiegazioni, ogni mattina, attenderà Picker in via Oderisio.
Non altro se non avere le scusa doverose, è ovvio pacificamente, che lui mi deve, invitando la deputazione sannita a fermare quello che ha definito il padrone delle ferriere.
De Luca, è sempre De Lorenzo che parla, prima della nomina, forse, no ha letto, attraverso qualsiasi motore di ricerca, i risultati della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari in Campania (Atti parlamentari della XVI legislatura).
Si parla molto di Picker e c'è anche descritta la rivolta di dieci anestesisti in servizio presso il reparto dell'Ospedale di Sorrento, andati, poi, via a domanda, per un clima di forte contrasto con la dirigenza.
Si sa chi era a capo di quel reparto e, quindi, è prassi un comportamento di forte autorità.
Di qui, poi, De Lorenzo ha affrontato, ancora una volta, lo stato di precarietà in cui versa il Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliera "Rummo".
Tante le promesse, ma fatti concreti, nessuno.
Dopo essere stato aggredito, mi sono sentito male e mi sono recato in Ospedale.
Da semplice cittadino, ho fatto, regolarmente, la fila. Una situazione allucinante.
Un solo addetto al triage con familiari di pazienti che mugugnavano da ogni parte. Per poco, proprio perché stavo male, non ho reagito ed i miei accompagnatori mi hanno dovuto fermare.
A questo punto, De Lorenzo, nel corso dell'incontro di questa mattina, ha mostrato le foto delle ferite riportate.
L'intervento dei sanitari, che si sono precipitati fuori, ha evitato il peggio.
Ai colleghi tutta la mi solidarietà per le condizioni disumane in cui sono costretti a lavorare.
Della professionalità dei sanitari e degli infermieri ho avuto modo di parlare qualche giorno fa e non voglio ripetermi. Tutti meravigliosi, senza esclusione di alcuno.
In quel caso, malgrado stessi male, ho telefonato, anche con toni forti, al direttore sanitario, Mario Iervolino.
A questo punto, De Lorenzo ha preferito chiudere l'incontro informando i giornalisti che anche in proposito avrà da chiarire qualcosa.
Non si è capito a chi si riferisse.
Viene da pensare all'invito di qualche anno fa di Iervolino a De Lorenzo quale collaboratore.
Poi, il silenzio per ragioni politiche.
Dobbiamo ritenere che le puntate future saranno diverse anche perché, a quanto è dato sapere, non sono pochi i dipendenti che, nella tema di parlare, stanno facendo di De Lorenzo il loro punto di riferimento.

 

comunicato n.109981



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