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Benevento, 07-02-2018 21:35 ____
"Il Cigno Nero e il Cavaliere Bianco" e' il titolo del libro di Roberto Napoletano presentato a Palazzo Mosti da Clemente Mastella
Ma le settimane che ancora mancano al voto portano anche da noi elementi di instabilita'. Lunedi' l'Udc potrebbe spaccarsi con la nomina di Giovanni Zanone a commissario. Il sindaco amareggiato dalla parola "poveraccio" pronunciata da De Girolamo
Nostro servizio
  

Palazzo Paolo V ha accolto questo pomeriggio la presentazione del libro di Roberto Napoletano, giornalista, già direttore de "Il Messaggero” e del "Sole 24 Ore", dal titolo: "Il Cigno Nero e il Cavaliere Bianco" (La Nave di Teseo).
Ad alimentare la discussione di un'epoca che egli ha vissuto da protagonista, il sindaco Clemente Mastella, tornato a fare il giornalista per una sera.
Prima di addentrarci nella cronaca della serata, l'occasione è stata da noi colta per acquisire, a margine dei lavori, delle nuove importanti informazioni su questa campagna elettorale che si avvia a vivere le sue ultime e più delicate settimane.
Clemente Mastella non ha voluto commentare ulteriormente le frasi che egli ha ritenuto inopportune e per certi versi cattive visto che hanno tirato in ballo anche la sua famiglia, pronunciate dalla parlamentare Nunzia De Girolamo nel corso della conferenza stampa di ieri.
Non è rimasto poi insensibile alla parola "poveraccio", pronunciata sempre da De Girolamo nei suoi confronti, quando ha commentato, la parlamentare, la possibilità che vi fosse la mano dei Mastella dietro le sue negative vicissitudini riguardo la candidatura alla Camera non al primo ma al secondo posto della lista.
Comunque sia, ci ha detto, basta così.
Intanto, una nuova pedina si muove sullo scacchiere.
Sempre stasera ci è stato detto che lunedì verrà al pettine anche la vicenda dell'Udc beneventano che si spaccherà con ogni probabilità.
A Palazzo Mosti esso è rappresentato da due consiglieri comunali, Annalisa Tomaciello e Giovanni Zanone e da un assessore, quello alla Cultura, Oberdan Picucci.
Lunedì, ci ha detto proprio Zanone, si terrà al President Hotel una manifestazione politica nel corso della quale sarà anche annunciata la sua nomina a commissario del partito nel Sannio.
Zanone, infatti, ha deciso di rimanere nell'Udc seguendo quindi Cesa nel centrodestra.
Tomaciello e Picucci, invece, sono con De Mita e quindi marciano con il centrosinistra.
Cosa succederà dopo il commissariamento, è da vedere.
Il sindaco Mastella potrebbe anche lasciare tutto com'è.
Bisognerà, però, valutare come la penserà poi Zanone. Insomma. un'altra rogna per il primo cittadino.
Tornando alla presentazione del libro, c'è da dire che esso racconta, grazie anche ad interviste rivolte all'epoca ai protagonisti delle azioni poste in essere nel corso della crisi economica, interviste poi anche confermate a poche settimane dall'uscita del luibro.
I due protagonisti della serata hanno spaziato in lungo ed in largo in quell'ampia pagina di storia che va dal 9 novembre 2011 e giunge quasi fino ad oggi.
Quel giorno con lo spread alle stelle, sembrava veramente essere ritornati alla crisi del 1929.
Tanti gli elementi che giocarono contro l'Italia, elementi che Napoletano identifica come "Il cigno nero" e che si sono messi insieme e sommati anche in circostanze non volute come nessuno mai avrebbe potuto immaginare. Insomma cause e condizioni improbabili, normalmente esaminando un periodo storico ma che in quelle giornate si unirono in una massa unica.
E tra questi elementi anche la vicenda non istituzionale in cui rimase coinvolto Berlusconi con la sue feste nella casa di Arcore chiamate Bunga Bunga, un nome, una frase che ha addirittura identificato una Nazione.
Ci salverà l'arrivo del "Cigno Bianco" che l'autore identifica in Mario Draghi, il governatore della Banca europea che esordirà dicendo: Sarà fatto tutto quello che bisogna fare.
E fu così che la crisi si arrestò perché si fece capire agli speculatori che da quel momento le loro puntate sullo sfacelo, avrebbero potuto essere perdenti.
Comunque sia, ha detto Napoletano, sui 400 punti di spread, un 200 erano addebitabili all'Italia ma il resto apparteneva alla deflagrazione dell'euro ed è per questo che occorreva l'intervento della Banca europea, cosa che, appunto, avvenne.
Si è parlato poi dell'irrituale esperienza di Mario Monti, il presidente del Consiglio dei Ministri che partorì la famigerata legge Fornero, un burocrate nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il giorno prima di affidargli l'incarico di premier, per spegnere l'incendio ha detto Napoletano.
Parimenti sotto la lente d'ingrandimento dei due giornalisti è finita la funzione della Francia che dalle vicenda italiane ha tratto sempre vantaggio e che quindi aveva tutto l'interesse a creare condizioni di difficoltà per i suoi "cugini" d'oltralpe.
Oggi una campagna di "annessione" dell'Italia è più avanti ed evidente di quella avviata da Napoleone I o Napoleone III è stato detto a conclusione dei lavori.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

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