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Benevento, 10-01-2018 16:40 ____
Da archivio multimediale a sportello informativo, fino ad arrivare a sede di uffici. Il peggio che si potesse paventare
La destinazione e' stata letteralmente stravolta da chi evidentemente non ne conosce neppure il significato. E' il commento di Francesco De Pierro all'uso ancora incerto che si fara' delle opere della Spina Verde
Redazione
  

Anche il capogruppo del Pd a Palazzo Mosti, Francesco De Pierro (foto), interviene sulla vicenda della vandalizzazione delle opere facenti parte del complesso della Spina Verde al Rione Libertà, commentando l'uso ancora incerto che se ne farà.
"Ormai - scrive - non è più solo una questione di degrado ed incuria.
La Spina Verde è sistematicamente oggetto di devastazione da parte di vandali e teppisti che distruggono senza rendersene conto il loro stesso habitat e depredano di quel poco che c'è di buono la propria città.
Non ci si limita più, dunque, ai cumuli di immondizia che la circondano, ma, come ampiamente prevedibile, senza un adeguato controllo e senza un intervento forte delle istituzioni la situazione sta precipitando: tra qualche mese dell'intera opera non resteranno che le mura.
Il 31 gennaio scorso, la Giunta deliberò un atto di indirizzo politico per l'affidamento dell'intero complesso della Spina Verde alla Gesesa per preservarlo dal deperimento e dalla vandalizzazione.
Nell'atto di indirizzo, ovvero nella determina numero 136 veniva indicato "...di concedere in uso alla Gesesa la Mediateca inserita nel Progetto Piu Europa della Spina Verde, al fine di realizzare una casa dell'acqua ed uno sportello informativo e commerciale, di mettere a disposizione la Mediateca ai giovani, agli studenti ed alle associazioni che operano nel rione Libertà, di manutenere la struttura e sorvegliarla attraverso l'installazione di appositi strumenti elettronici, attivare un servizio di guardiania, e manutenere le aree a verde pubblico circostanti e tutte le fontane cittadine".
Quel deliberato, come accade spesso con questa Amministrazione, è rimasto lettera morta per un anno.
Di quella lista di interventi, nessuna traccia.
Nel frattempo, la distruzione della Spina proseguiva, un passo alla volta, in assordante silenzio, tra il filosofeggiare di Mastella e le garanzie che Gesesa non si sarebbe tirare indietro.
Cosa che poi puntualmente ha fatto.
Ora l'assegnazione della Mediateca all'Arpac con un blitz a sorpresa (che ha spiazzato sia l'assessore Del Prete che gli stessi consiglieri di maggioranza e minoranza che se ne stavano occupando in Commissione Istruzione, visto che della destinazione della Mediateca si era parlato in sede di trattazione del Regolamento della Biblioteca Comunale) e un deliberato che più o meno ricalca quello di un anno fa.
Da archivio multimediale a sportello informativo, fino ad arrivare a sede di uffici.
Il peggio che si potesse paventare.
La destinazione è stata letteralmente stravolta da chi evidentemente non ne conosce neppure il significato.
Le associazioni di volontariato impegnate nel sociale e in progetti culturali non sono state per nulla coinvolte.
Loro avrebbero potuto garantire lustro e funzionalità alla Mediateca.
A loro, sono stati riservati altri spazi, come una sorta di contentino.
Certe scelte dovrebbero essere frutto di un confronto e non di decisioni imposte dall'alto.
La politica dovrebbe discutere, valutare, approfondire, non trattare le questioni delicate come se fossero pesi di cui liberarsi o problemi da eliminare.
Questa non è altro che l'ennesima riprova che la democrazia, purtroppo, non è assolutamente prerogativa di questa Amministrazione".

comunicato n.109128



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