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Benevento, 06-12-2017 17:51 ____
Tino Erminio Mottola invoca prudenza quando si affrontano temi delicati quali quella della "invasione" di migranti
L'argomento e' stato trattato da Fioravante Bosco agli "Stati Generali" di Forza Italia
Redazione
  

Tino Erminio Mottola invoca prudenza quando si affrontano temi delicati quali quella della "invasione" di migranti.
L'argomento è stato trattato da Fioravante Bosco, sindacalista della Uil, agli "Stati Generali" di Forza Italia.
"Caro direttore - scrive Mottola - da qualche giorno campeggiano sul quotidiano on-line da lei diretto, articoli che rendono conto dei lavori svolti nel corso della sessione degli "Stati Generali di Forza Italia".
Gli interventi, così come sintetizzati negli articoli della redazione, non offrono grandi spunti di riflessione giacché scarsamente argomentati dai relatori (non certo dai redattori).
Tra di essi, uno in particolare ha destato in me sorpresa e preoccupazione quando caustico, Fioravante Bosco a proposito della "immigrazione clandestina", afferma: "Credo (…) non si possa pensare di trasferire tutta l'Africa in Italia".
Viepiù protagonisti della vita politica si esprimono sull'argomento, pur ignorando l'origine del fenomeno e le prospettive future.
Sarebbe esercizio virtuoso se ognuno, ancor prima di affrontare argomenti di difficile interpretazione, ponesse alla base del proprio moto, lo studio del fenomeno in esame.
Se provassimo ad osservare un "mappamondo", ci renderemmo conto, a prima vista, che l'Europa altro non è che un'appendice dell'Africa; dall'osservazione concluderemmo che l'Italia rappresenta l'ultima frontiera del mondo "ordinato".
Oltre il "Mare Nostrum" regna il disordine di stati non più "legittimi" e privi degli strumenti democratici per governare fenomeni di qualsiasi origine.
Gli interlocutori dell'Italia, inversamente dagli interlocutori di Spagna e Francia rappresentati da stati organizzati quali Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, sono la Libia, il Niger, l'Uganda noti alle cronache per il traffico di esseri umani, dal ché ne deriva il primo interrogativo: quale ruolo intende assumere l'Italia essendo geograficamente in una posizione "strategica", ma essa stessa priva di "strategia".
E' del tutto evidente che la questione posta negli anni Ottanta dall'allora "Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede", Joseph Ratzinger, sul pericolo di una "invasione" di settantacinque milioni di musulmani turchi, abbia indotto l'Italia ad assumere un atteggiamento di assoluta cautela.
La questione è molto complessa e non può essere affrontata con pienezza di argomentazioni attraverso un intervento su una pagina di giornale o mediante espressioni, quelle infelici, espresse da Bosco.
Auspico un maggiore "rigore" espressivo quando si affrontano temi così importanti, altrimenti si rischia di scadere nel linguaggio della "propaganda": O era proprio quello l'intento?".

comunicato n.108190



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