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Benevento, 04-12-2017 17:32 ____
Giuseppe Natale per il Meet Up M5S di Pontelandolfo ha attaccato il sindaco accusandolo di aver censurato il Movimento
La vicenda e' relativa alla pubblica assemblea sull'acqua
Redazione
  

Giuseppe Natale, per il Meet Up M5S di Pontelandolfo, ha attaccato il sindaco di Pontelandolfo, reo di aver censurato il Movimento 5 Stelle nel corso dell'assemblea sull'acqua.
"La presenza del Movimento Cinque Stelle - scrive - ha fatto emergere la vera natura dell'incontro promosso dall'Amministrazione comunale sulla interminabile emergenza idrica.
Non un'occasione di maggiore conoscenza del problema e di confronto per acquisire spunti risolutivi, ma un banale tentativo di acquietare gli animi dei cittadini, sempre più esacerbati, che potrebbero risultare fatali alle prossime elezioni.
Dopo due ore d'inutili vaniloqui su sorgenti, pozzi, condutture, serbatoi, e le solite litanie vittimistiche dei "poveri" amministratori che nulla possono per risolvere il problema, senza alcun accenno di autocritica, il sindaco si è persino permesso di attaccare quei cittadini che, esasperati da anni di pesantissimi disservizi, si lasciano andare a qualche sfogo sui social network.
"Non è leale lanciare accuse infondate restandosene dietro una tastiera", ha lamentato Rinaldi visibilmente accalorato.
Come se il vero problema non fosse la perdurante ed immotivata mancanza d'acqua, ma il pensiero espresso da qualche cittadino che non ne può più di non potersi nemmeno lavare la faccia per grandissima parte della giornata, tutti i giorni.
Il sindaco ha aggiunto: "Prima ci accusano di cose inesistenti, poi non hanno nemmeno il coraggio di essere qui e ripetere quelle accuse guardandoci negli occhi".
Invece, il Movimento Cinque Stelle nella Sala consiliare c'era.
Non si è certo accontentato di ascoltare la ricostruzione molto parziale della vicenda.
Sostenere, come ha fatto il vicesindaco Addona, che i problemi dipenderebbero dalla vetustà della rete idrica, dalla carenza delle fonti e dalla sottoscrizione di vecchi accordi che ci costringono a cedere acqua ai comuni vicini è decisamente riduttivo.
Per quanto riguarda la torbidità delle acque, lo stesso Addona ha scaricato il fenomeno sulle consistenti precipitazioni dei giorni scorsi.
Come se i cittadini di Pontelandolfo non sapessero che il problema è risalente negli anni e dunque non può essere messo in relazione semplicisticamente a eventi contingenti ma richiede interventi strutturali.
Infatti, proprio il Movimento Cinque Stelle due anni fa presentò un esposto alla Procura di Benevento per appurare se esistessero responsabilità dei vari enti coinvolti nella gestione idrica locale in relazione alla pessima qualità delle acque erogate a Pontelandolfo.
Un'iniziativa adottata su sollecitazione di diversi cittadini pontelandolfesi, giustamente preoccupati dal veder uscire dai propri rubinetti liquido rossastro.
Le autorità inquirenti hanno ritenuto di chiudere le indagini senza individuare responsabilità di sorta.
Ne abbiamo preso atto, rispettando l'operato della magistratura.
Restiamo dell'idea, però, che qualcosa di strano deve pur esserci, dal momento che Pontelandolfo vanta da sempre fonti purissime capaci di soddisfare la richiesta idrica propria, di svariati centri del comprensorio, e di rimpinguare la rete Alto Calore.
Proprio questa legittima iniziativa del Movimento Cinque Stelle è stata presa a pretesto dal sindaco Rinaldi per togliere la parola a Francesca Maio, portavoce del Movimento a San Giorgio del Sannio che nel febbraio 2015 firmò l'esposto insieme a Pasquale Maglione.
Maio ha chiesto d'intervenire nel corso dell'assemblea pubblica ed ha fatto appena in tempo a presentarsi che è stata investita dall'anatema furente del sindaco: "Lei mi ha denunciato anni fa, ma per sua sfortuna la magistratura non mi ha rinviato a giudizio.
A persone come lei non posso concedere di parlare", ha incredibilmente affermato il primo cittadino un attimo prima di imboccare la via d'uscita e fuggire dal confronto.
Con tale inqualificabile comportamento, Rinaldi ha dimostrato quale concezione ha della democrazia, ovvero la esposizione di una versione di comodo preparata a tavolino, espressione di un pensiero unico che non ammette contraddittorio.
Ma in tal modo ha privato l'uditorio della possibilità di ricevere alcune importanti informazioni sulla problematica che Francesca Maio, da sempre attenta alla stessa, avrebbe fornito ai cittadini.
Ad esempio avrebbe potuto svelare che la causa della mancanza idrica non è la scarsità delle fonti, in quanto siamo in possesso di dati ufficiali della stessa Alto Calore che dimostrano il contrario. Il sindaco questo lo ha detto ai cittadini?
Così come Maio avrebbe dimostrato che le perdite di rete, invocate puntualmente come capro espiatorio, sono invece in linea con quelle di altre realtà nelle quali l'acqua non manca mai, ripetiamo mai, nemmeno di notte. Chiunque può facilmente verificarlo facendo una telefonata a qualche amico che abita a Napoli o in Puglia, territori entrambi alimentati da acque prodotte da sorgenti gestite da Alto Calore (Serino e Cassano Irpino).
Il sindaco questo lo ha detto ai cittadini?
Ha detto come hanno votato i sindaci dei Comuni soci di Alto Calore nel corso dell'assemblea che ha approvato per l'ennesima volta i bilanci fallimentari dell'azienda?
Erano queste le informazioni da dare alla comunità pontelandolfese, non le ricostruzioni addomesticate a proprio uso e consumo.
Ma il sindaco non si illuda di poter risolvere il problema con improvvide censure. I cittadini verranno a conoscere comunque la verità, e sapranno distinguire un liquido torbido da acqua pura di fonte".

comunicato n.108117



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