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Benevento, 03-12-2017 16:18 ____
Michele Benvenuto bacchetta quanti, tecnici ed amministratori, hanno posto in essere azioni di estrema superficialita'
Con esse si e' data la possibilita' che le sciagure degli ultimi tempi come l'alluvione di due anni fa, provocassero danni incalcolabili
Redazione
  

Michele Benvenuto (foto) bacchetta quanti, tecnici ed amministratori, hanno posto in essere azioni di estrema superficialità.
Con esse si è data la possibilità che le sciagure degli ultimi tempi come l'alluvione di due anni fa, provocassero danni incalcolabili.
"Caro direttore - ci scrive - ancora una volta, ritorna alla ribalta la storiella dell'alluvionabilità nel beneventano quale oggetto, non di discussione sulle responsabilità, ma esclusivamente di propaganda politica in corso.
Io, voi, tutti abbiamo contribuito al recupero delle aree colpite dal triste evento e, per la verità, anche se ho una età molto avanzata, non desidero più contribuire agli errori di tecnici ed amministratori la cui superficialità (ad essere prudentemente cristiani) conduce a simili sciagure.
Già nel passato ho fatto sentire la mia voce di esperto geologo, con cinquant’anni di onorata professionalità, sull’argomento ma, chi avrebbe dovuto indagare sulle responsabilità si è voltato da altra parte.
Perché devono pagare i cittadini le colpe di irragionevoli interventi avvenuti per il solo desiderio di un facile guadagno o di una connivenza tecnico-politica o proprio per volontà politica?
Vogliamo accertare se l’alluvionabilità dell’area industriale (pessimo insediamento dal punto di vista geologico ed ambientale ed a suo tempo violentemente contestato) in contrada Ponte Valentino è caduta dal cielo o se sia da attribuire al disquilibrio idrogeologico dovuto alla deviazione del fiume Calore dal suo naturale alveo?
E chi l'ha voluto?
E chi l'ha progettato?
E chi ne ha approvato la legittimità progettuale?
Per non parlare dell'Area di Pantano (anche gli imbecilli capirebbero soli nomine in quali rischi si incorre) eppure si e continuato ad urbanizzare quest'area alla confluenza tra il fiume Sabato ed il Calore.
Vogliamo passare alla provincia?
Allora andiamo verificare le cause che hanno determinato l'alluvionabilità della parte bassa di Solopaca e la quasi completa sommersione della Cantina. Ma ce ne sarebbero tanti e troppi di esempi di costruzioni realizzate nelle aree golenali di torrenti come il San Nicola, lo Jenga, il Serretelle ed avulse da ogni logica di sicurezza determinando il restringimento degli alvei, l'asportazione di materiali nel letto degli stessi e l'utilizzo dei predetti torrenti quale scarico delle piscine che confortano queste belle ville.
Ma che cosa si è fatto e chi avrebbe dovuto accertare responsabilità certe, e condannare al pagamento dei danni e dei disagi sopportati dalla comunità, quei tecnici privi di coscienza e di professionalità e quegli amministratori di Enti e Comuni che hanno rilasciato autorizzazioni e permessi o che addirittura hanno voluto la realizzazione di certe opere?
Meno male che ci possiamo riposare con tranquillità (non direi) sulle panchine realizzate a Benevento in destra idrografica del Calore e goderci d'estate le ammalianti punture delle zanzare killer tra un sospiro ed un altro della mefitica area golenale e d'inverno, avvolgerci nella morsa dell'umidità tra un amore a pagamento ed una dose di droga".

comunicato n.108087



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