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Benevento, 14-11-2017 08:05 ____
Condannata a pagare 42mila euro al paziente contagiato da epatite C nella sala operatoria del Sant'Alfonso Maria de' Liguori
Riconosciuta la responsabilita' dell'Asl nella sua funzione di vertice e gestione dell'Ospedale. Il Tribunale ha accolto la tesi dell'avvocato Renato Mattarelli
Redazione
  

E' stato contagiato dal virus dall'epatite C nella Sala operatoria dell'Ospedale Sant'Alfonso Maria de' Liguori di Sant'Agata dei Goti dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico.
Per questo motivo, il Tribunale di Benevento ha condannato l'Asl Bn1 a risarcire un 53enne di Limatola che, nel 2010, era stato operato nel nosocomio della Valle Caudina.
Al paziente sono stati riconosciuti 42mila euro di danni.
A comunicarlo, in una nota, è stato il legale del sannita, Renato Mattarelli.
Il Tribunale ha accolto la tesi del difensore dell'uomo che ha visto stravolgere la sua vita e quella della sua famiglia costretta a condividere con lui le paure del rischio di contagio da familiare a familiare.
"L'uomo - spiega l'avvocato - era entrato e rimasto in Ospedale per una settimana per la rimozione chirurgica di un banale problema e si è ritrovato contagiato da uno dei più pericolosi virus che come quello dell'epatite C danneggiano progressivamente il fegato e possono portate alla cirrosi epatica e in alcuni casi al tumore al fegato.
Abbiamo sottoposto ai giudici la semplice considerazione che al momento del ricovero il paziente non era affetto da Hcv e che solo sei mesi dopo il ricovero all'Ospedale "de' Liguori" era poi risultato positivo al test del virus dell'epatite C.
Il Tribunale, ha accertato che l'allora 46enne non si era esposto ad altre fonti di contagio come trasfusioni di sangue, emodialiasi, tatuaggi, body piercing, altri interventi chirurgici, cure dentarie, omosessualità, scambio di siringhe tra tossico dipendenti.
La sentenza dopo aver affermato che "...la diligente sterilizzazione dell’ambiente ospedaliero, della Sala operatoria, dei luoghi di degenza e delle attrezzature costituisce, obbligo, precipuo della casa di cura obbligata in virtù del deferito contratto di spedalità, ad offrire ambienti salubri ed attrezzature conformi ai parametri della scienza e della tecnica medica..." ha dichiarato la responsabilità dell'Asl Bn 1 nella sua funzione di vertice e gestione dell'Ospedale di Sant'Agata dei Goti, per non aver evitato il prevedibile contagio derivante, con elevata probabilità, dalla mancata sterilizzazione degli strumenti cui è entrato in contatto il paziente.
Il Tribunale ha riconosciuto all'uomo un risarcimento che fra capitale, rivalutazione ed interessi ammonta ad oggi a circa 42mila euro tuttavia non escludiamo di fare appello alla sentenza nella parte in cui non riconosce una quantificazione maggiore del danno subito dall’uomo che, dopo aver saputo di essere stato contagiato, esce raramente da casa, ha cambiato il suo stile di vita ed è caduto in una depressione reattiva alla consapevole della grave infezione e di essere (oltre che un contagiato) un potenziale soggetto capace di contagiare a sua volta altre persone".

comunicato n.107448



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