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Benevento, 13-11-2017 22:02 ____
Al Liceo Guacci si sperimentano nuove metodologie e buone prassi, anche dirette a una categoria di utenza con esigenze speciali: I non vedenti
Nell'ambito dei "workshop Q piu'" di Rimini esposta una buona prassi dal titolo "Brailliamo insieme: Un'esperienza d'inclusione scolastica" sperimentata all'Istituto di Benevento
Redazione
  

Nell'ambito delle attività dirette a sviluppare il settore dell’inclusione, il Liceo "Guacci" di Benevento risulta tra le scuole più attive e propositive, anche per la popolazione scolastica che gestisce quotidianamente.
"L'esigenza, sempre più avvertita, di recuperare i disagi e gli svantaggi sia fisici sia sociali - si legge in una nota inviata dall'Istituto Scolastico - richiede strumenti e approcci diversi da quelli della didattica tradizionale.
Al Liceo "Guacci" si sperimentano nuove metodologie e buone prassi, anche dirette a una categoria di utenza ben specifica e con esigenze speciali: I non vedenti.
Com'è noto, la didattica per i non vedenti utilizza quel codice tattile chiamato Braille, dal nome del suo inventore, il francese Louis Braille, che lo inventò nella prima metà dell’Ottocento.
Al "Guacci "protagonista di queste sperimentazioni è Maria Antonietta Vendra (foto), docente, che ha potuto condividere il suo approccio al linguaggio Braille negli incontri della Erickson, che si sono svolti a Rimini dal 3 al 5 novembre scorsi.
Il contesto era l'XI convegno internazionale dal titolo "La Qualità dell'inclusione scolastica e sociale" al quale hanno partecipato diversi esperti, docenti e formatori, provenienti da tutta Italia.
Questi convegni, organizzati dalla casa editrice Erickson, forniscono l'occasione di confrontarsi su molte e centrali tematiche riguardanti l'inclusione ed ha offerto alla platea numerosi workshop tematici per approfondire diversi aspetti di tipo didattico, pedagogico, normativo.
Nell'ambito dei "workshop Q più", Vendra ha esposto una buona prassi dal titolo "Brailliamo insieme: un'esperienza d'inclusione scolastica" sperimentata al "Guacci" di Benevento.
Questo percorso, è nato dalla volontà di condividere criteri, principi educativi e pratiche comuni in tema di accoglienza, inclusione ed intervento sugli alunni con disabilità visive e il materiale prodotto è diventato così guida d’informazione e ha permesso di attivare la buona prassi nell'accoglienza e nell'inclusione degli alunni con disabilità visiva all'interno del "Guacci".
Questa esperienza d'inclusione è così divenuta una prassi metodologica da tenere a modello per il futuro, definendo "regole" che entrino a far parte del sistema scolastico, nel piano dell’offerta formativa, nel curricolo, nelle procedure organizzative.
In questo modo, i docenti sono realmente "team di classe" e possono dire di aver trovato una buona soluzione da proporre anche agli altri docenti della scuola (benchmarking interno), così che da una "cultura delle differenze" si vada verso un'evoluzione del pensiero e delle pratiche dell'inclusione".

comunicato n.107444



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