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Benevento, 11-11-2017 15:16 ____
Napoli con "L'Italia Popolare. Una nuova voce per chi non ha piu' voce" ha accolto la nascita del nuovo movimento politico ispirato da De Mita
Si tratta di un progetto autonomo che non si svende ne' alla destra ne' alla sinistra in cambio di qualche candidatura e che non teme lo sbarramento del 3% ci ha detto Oberdan Picucci, assessore comunale alla Cultura
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"L'Italia Popolare. Una nuova voce per chi non ha più voce".
Su questo tema a Napoli Ciriaco e Giuseppe De Mita hanno convocato gli Stati Generali di questo nascente Movimento, nato da una costola dell'Udc, che viaggia, invece, con il suo segretario nazionale Cesa, verso la coalizione con Silvio Berlusconi.
Si tratta di un'iniziativa che si richiama alla tradizione popolare, ci ha detto Oberdan Picucci, assessore comunale alla Cultura, che ha partecipato alla manifestazione assieme ai due consiglieri comunali di Palazzo Mosti, Annalisa Tomaciello e Giovanni Zanone.
In sostanza. è un progetto autonomo che non si svende né alla destra né alla sinistra in cambio di qualche candidatura.
L'obiettivo, ha proseguito Picucci, è l'aggregazione delle forze moderate che non deve minimamente avere paura dello sbarramento del 3% previsto dalla nuova legge elettorale.
Un progetto che non sia solo un'operazione elettorale ma che sia alla base di un soggetto politico di riferimento dell'elettorato moderato.
Sin qui Picucci.
I cattolici impegnati in politica oggi hanno il dovere di prendere la parola.
La vicenda del cattolicesimo democratico non è marginale, è stata la tradizione che ha sempre messo al centro la dignità della persona umana.
Anzi, ha reso la persona umana il centro della vicenda politica.
E' molto singolare che in una fase in cui la persona è intesa come merce i cattolici stiano in silenzio.
Noi dobbiamo riprendere la parola.
Abbiamo il dovere ineludibile di dare una forma politica alla carità.
Non possiamo, perciò, arrenderci ad una lettura stantia e piatta dell’esistente, ha dichiarato, invece, il deputato Giuseppe De Mita, di fronte ad una platea di oltre 1500 persone riunite presso il Palapartenope di Napoli.
Al fondo c'è un fenomeno che sta interessando tutti, ha continuato De Mita, ed è lo sgretolamento del rapporto delle persone dentro le comunità e del rapporto tra le persone e le istituzioni.
La pubblica opinione al fondo capisce che la politica non è una risposta ed ha iniziato ad esserne indifferente.
Di fronte a questo pensare ad organizzare coalizioni che non hanno senso, se non quello di conquistare il potere, è un insulto alle difficoltà della persone.
Non c'è un’azione politica, ha aggiunto Giuseppe De Mita, se non c'è una cultura a riferimento e la nostra è il popolarismo che è stata la quella che ha posto al centro la persona umana e sulla tutela della persona ha costruito proposte politiche.
Non dobbiamo cadere nell'errore di evocare il popolarismo senza declinarlo nel presente e per me la proposta deve essere estremamente radicale sui temi della giustizia sociale, guardando agli ultimi, agli esclusi, agli impoveriti.
Oggi la tutela della libertà deve essere accompagnata da una profonda giustizia sociale.
Senza illudere le persone sulla disponibilità delle risorse materiali, dobbiamo imporre azioni di questo tipo, con l’obiettivo di ricomporre la società, di aiutarla a ritrovarsi.
Ecco, se queste sono le premesse, la risposta non può essere la destra, il centrodestra è l’abbaglio prodotto dalla crisi del renzismo.
Quella che sta organizzando Berlusconi è un equivoco tragico, riuscendo a sedurre qualcuno che è facile alla seduzione.
E' una bestemmia pensare che sarà Berlusconi a normalizzare Salvini quando sarà Salvini a travolgere il berlusconismo.
Ma questo racconto nemmeno può portarci a farci tacere sui limiti del Pd e sulla pulsione al potere che ha spinto questo partito ad essere indifferente ai propri valori.
Di fronte a questo quadro, ha concluso De Mita, pensare di dare vita ad una forza politica ed avere paura di raggiungere la soglia del 3% significa non essere all’altezza di un popolo come questo riunito oggi qui a Napoli.
Oggi noi lasciamo una traccia, diamo la nostra disponibilità all’incontro di chi vuole accettare questa sfida.
Per la nostra cultura, per la politica che abbiamo avuto e che ha fatto la storia dell'Italia non possiamo arrenderci di fronte alla miseria dell'esistente.
Di fronte ad una sfida così, proviamo a dare una forma politica alla carità non solo evocando il popolarismo, ma recuperandolo dal punto di vista programmatico.

 

 

 

comunicato n.107385



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