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Benevento, 10-11-2017 19:43 ____
Siamo seduti su una bomba ecologica. I nostri territori sono contaminati da discariche dell'ecomafia e sono depauperati dalla loro vocazione agricola
E' quanto ha affermato don Nicola De Blasio al Convegno indetto dalle Caritas parrocchiali dicendo poi che anche un bene primario come l'acqua sia diventato privato e che i sindaci che dovrebbero esserne garanti sono impossibilitati ad intervenire
di Diego De Lucia
  

Custodire e coltivare.
Queste le direttive di monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, ospite del secondo convegno diocesano delle Caritas Parrocchiali svoltosi al Seminario Arcivescovile di Benevento.
Il segretario dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana è stato ospite, questo pomeriggio, per la manifestazione "Vivere il Giardino di Dio: Abitanti e non padroni".
Monsignor Pompili ha soprattutto descritto l'enciclica "Laudatosì", di Papa Francesco. 
La due giorni organizzata dall'Arcidiocesi di Benevento e moderata dalla giornalista Gabriella Giorgione si è voluta soffermare sulla salvaguardia del Creato.
Il convegno è stata un'interessante occasione per riflettere e cogliere spunti a partire da presupposti diversi, talvolta laici, talvolta ecclesiastici, tutti volti a coniugare il messaggio papale che ha saputo, innovativamente, unire il tema della giustizia sociale con il tema dell'ecologia.
Perché ognuno faccia il suo per coltivare e salvaguardare al meglio l'universo che ci accoglie e circonda.
La terra ci venne affidata come dono sublime e come eredità della quale tutti condividiamo la responsabilità finché, "alla fine", tutte le cose in cielo e in terra saranno ricapitolate in Cristo.
La dignità e la prosperità umane sono profondamente connesse alla cura nei riguardi dell'intera creazione".
Queste le parole che aprono la lettera di papa Francesco e del patriarca ecumenico Bartolomeo in occasione della terza Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato celebrata lo scorso 1° settembre.
Ad aprire il convegno è stato il direttore della Caritas Diocesana, don Nicola De Blasio. che ha rimarcato come la Caritas abbia anche una missione profetica e come sia obbligatorio salvaguardare natura e territorio: "Siamo seduti su una bomba ecologica.
I nostri territori sono contaminati da discariche dell'ecomafia e sono depauperati nella loro vocazione agricola".
Il direttore della Caritas ha sottolineato che ormai un bene primario come l'acqua sia diventato privato e i sindaci che dovrebbero essere garanti di tutto sono impossibilitati ad intervenire.
Anche sul modello welfare don Nicola ha sottolineato: "Devono esistere nuove forme di assistenza.
Occorre accettare la sfida".
E' poi intervenuto l'inviato di "Avvenire" Pino Ciociola il quale ha parlato dell'attenzione da porre sugli scempi ambientali "in luoghi magici dove uomo e natura si fondono e ritrovano la loro armonia.
Oggi resta solo uno spettro.
Nessuno può sentirsi escluso l'unico modo per tutelare l'ambiente è la legalità".
C'è stato poi l'intervento dell'Arcivescovo di Benevento monsignor Felice Accrocca che ha ammonito: "Occorre assumersi le proprie responsabilità.
Di acqua ne sciupiamo tanta e noi ingenuamente abbiamo tutti le nostre responsabilità".
Poi ha aggiunto: "Occorre essere a servizio del bene comune.
La Chiesa non è estranea alla società in cui vive.
Il mio desiderio è di poter servire non soltanto la Chiesa di Dio, ma la città tutta e l'intero territorio".
Mons. Accrocca ha poi esortato: "La Terra deve tornare ad essere pura".
E' poi intervenuto il vescovo Pompili che, sul tema della natura, ha vissuto in prima persona il dramma di Amatrice con la tragedia del terremoto.
Ha esortato: "Rinviare, non paga mai.
Neanche in politica, perché il tempo è una variabile decisiva.
La ricostruzione al contrario è vera quando evita frasi fatte.
Ricostruire è possibile, ma non l'identico bensì l'autentico".
Sul tema dell'enciclica di papa Francesco ha rimarcato come il Papa abbia voluto sottolineare ben 97 volte il termine cura.
Monsignor Domenico Pompili si è soffermato sulla conversione ecologica ed ha svolto approfondimenti in merito alle prospettive teologico-pastorali per uno sviluppo armonioso tra uomo e natura, fornendo una chiave di lettura all'enciclica di Papa Francesco. 
Un testo sviluppato su quattro direttrici principali, il vedere, il giudicare, l’agire ed il celebrare.
Si assiste, dunque, al deterioramento della casa comune per una visione ancora antropocentrica dettata dall'egoismo di pochi e dalla prepotenza.
La questione ecologica è strettamente congiunta al tema della giustizia sociale, tutto è connesso, pertanto non è possibile affrontare il tema dell'ambiente se lo si isola dagli ambiti sociali, economico, religioso e politico.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

comunicato n.107365



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