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Benevento, 11-10-2017 19:03 ____
Il debito dell'Asia, che prima aleggiava, si sta per abbattere su noi beneventani, scrive l'economista Luigi Ruscello
Sono fortemente amareggiato perche' peraltro sara' molto difficile porre riparo
Redazione
  

Il debito dell'Asia, che prima aleggiava, si sta per abbattere su noi beneventani.
E' questo il titolo di una nota che l'economista Luigi Ruscello (foto) ha inviato alla Stampa per commentare la situazione economica in cui versa la società.
"Nel febbraio del 2016 - scrive - un mio intervento sull'Asia diceva: "Un ulteriore debito di oltre 3 milioni aleggia su noi cittadini contribuenti e potrebbe far fallire anche l'Asia".
Ebbene, alla luce del comunicato diramato dalla società dopo l'assemblea tenutasi nei giorni scorsi, da un lato dovrei essere soddisfatto, poiché, sta accadendo quanto da me ipotizzato, ma, dall'altro, sono fortemente amareggiato proprio perché sarà molto difficile porre riparo.
Ai posteri l'ardua risposta sul come e perché una società così virtuosa, addirittura tra le prime dieci d'Italia, possa essere ora in cotanta difficoltà.
Non mi si venga a dire che è colpa del dichiarato dissesto, poiché il modesto sottoscritto lo aveva ipotizzato ben prima.
La cosa che mi lascia interdetto, però, prima di affrontare altri argomenti, è un passo del comunicato dove si afferma che il capitale sociale dell'Asia ammonta a 1 milione di euro.
Ebbene, credo sia un refuso o una non idonea interpretazione del comunicato societario da parte della Stampa poiché, leggendo i dati di bilancio, non mi sembra proprio che tale sia la cifra.
A pagina 22 di 37 del fascicolo relativo al "bilancio e nota integrativa" dell'esercizio 2016, si legge che "il patrimonio netto ammonta a 525.047 euro ed evidenzia una variazione in diminuzione di 826.941 euro".
La riduzione è dovuta alla perdita registratasi nel medesimo esercizio.
Il patrimonio netto, infatti, in seguito alla copertura della perdita mediante l’utilizzo della riserva straordinaria è composto dal capitale sociale per 120.000 euro, dalla riserva ordinaria per 74.994 euro e dalla riserva straordinaria per la rimanenza, cioè 330.050 euro.
Ma perché l'esercizio 2016 si è chiuso con una perdita di 827mila euro?
"Il Collegio Sindacale fa presente che detta perdita è stata generata principalmente dalla svalutazione dei crediti vantati nei confronti del Comune di Benevento in conseguenza della dichiarazione di dissesto", così si legge a pagina 5 dell'apposita relazione.
Si è posto rimedio, insomma, a quanto scrissi il decorso anno: "...è sicuramente molto grave il mancato accantonamento al fondo rischi del ripetuto importo..."
A proposito del Collegio sindacale, però, mi permetto osservare che anch'esso avrebbe potuto esercitare una maggiore azione di stimolo.
Per frenare il fenomeno delle discordanze contabili, fu stabilito dal legislatore che, a decorrere dall'esercizio finanziario 2012, i Comuni e le Province dovevano allegare al rendiconto della gestione una nota informativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciproci tra l'Ente e le società partecipate. La predetta nota, asseverata dai rispettivi organi di revisione, avrebbe dovuto evidenziare analiticamente eventuali discordanze e ne avrebbe dovuto fornire la motivazione; in tal caso il Comune o la Provincia avrebbero dovuto adottare senza indugio, comunque non oltre il termine dell'esercizio finanziario in corso, i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie.
Tale provvedimento, peraltro, è stato poi abrogato nel 2014, lasciando, però, l'obbligo per il triennio 2012-2014.
Tuttavia, solo nella Relazione sul bilancio dell'esercizio 2014 i sindaci hanno esposto in modo analitico i crediti e debiti reciproci tra società e Comune.
Tali e tante erano le discordanze che, giustamente, invitarono il Consiglio di Amministrazione a non approvare il bilancio stesso.
Fin dal 2013, peraltro, si poteva intervenire sulla situazione perché nel Rendiconto del Comune sull'esercizio 2012, a proposito della verifica dei rapporti di debito e credito intercorrenti con le società partecipate, tra l'altro, si legge che all'Asia erano stati addebitati ben 670mila euro per Interessi/Penale da Fibe Campania di Acerra (Napoli) e Fibe di Acerra (Napoli) e che il credito non era stato riconosciuto dall'Amministrazione comunale (pp. 228 e sg.).
Nessuno è intervenuto e, quindi, la situazione si è incancrenita, giungendo ai famosi 3 milioni che aleggiavano sul capo di noi beneventani.
Adesso, purtroppo, il cammino è in salita e si potrebbe configurare anche una crisi di liquidità per l'Asia se la morosità di noi cittadini nel pagamento della Tari 2017 raggiungesse cifre consistenti.
E' l'ufficio tributi in grado di verificare ad horas la situazione dei pagamenti?
Sono state unificate le banche dati dei contribuenti Tari?
Manca solo la scadenza di novembre per coloro che hanno scelto di pagare a rate (credo la quasi totalità), per cui la strada da percorrere, sempre a mio modesto parere, è quella di cominciare a sollecitare fin da ora gli eventuali morosi delle precedenti scadenze.
Che io sappia, infatti, al di là dei programmati risparmi dei costi societari, il Comune non ha altri sistemi per finanziare l'Asia se non con le risorse provenienti dal pagamento della tassa per l'anno 2017, essendo i residui di competenza della Commissione liquidatrice".

comunicato n.106517



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