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Benevento, 08-10-2017 22:26 ____
Benevento ha risalito il corso dei secoli con una "macchina del tempo" che ha fermato la propria corsa a non meno di 2.700 anni or sono
Per iniziativa dell'Associazione "Benevento Longobarda" e' andato in scena il Corteo storico degli antichi Sanniti. Rievocato il "Ver sacrum", la "Primavera Sacra"
di Diego De Lucia
  

Suggestivo ed affascinante tuffo nel passato.
Quest'oggi Benevento ha risalito il corso dei secoli con una "macchina del tempo", che ha fermato la propria corsa a non meno di 2.700 anni or sono, quando cioè Roma non era ancora la "caput mundi" ed il popolo dei Sanniti costituiva un fiero avversario proprio alle ambizioni dei figli della Lupa.
La rievocazione del passato così glorioso di questo territorio la si deve all'Associazione "Benevento Longobarda" la quale, dopo aver per anni ripercorso il periodo altrettanto glorioso del Ducato e del Principato longobardo (cioè dal 570 al 1077), ha voluto programmare la "macchina del tempo" alla dominazione del popolo Osco.
Dunque, l'Associazione ha rievocato il "Ver sacrum", ovvero la "Primavera Sacra" dei Sanniti e lo ha fatto a Palazzo Paolo V, il prestigioso edificio al corso Garibaldi, che fu sede per anni del Municipio.
Successo assicurato, si pensava alla vigilia, per questa manifestazione e successo è stato.
Il "Ver sacrum" del resto è una manifestazione che da anni attrae pubblico che si interessa alle remote origini dei propri geni e del proprio Dna: oggi l'Associazione "Benevento Longobarda" era supportata dalla la Fidapa di Bojano, città molisana e comunque sannita e dal Gruppo Rievocazione dei Sanniti del Molise, della vicina regione "sorella" a questa Provincia di Benevento. 
La rievocazione si riferisce all'VIII ed al VII secolo a.C. con la migrazione dei giovani (forse per sovrapopolazione) che venivano offerti, ancora bambini, al dio Mamerte.
Ma attenzione: offerti, non sacrificati.
Infatti, essi erano dichiarati protetti dagli dei, perché destinati in età adulta a lasciare la propria comunità per crearne un’altra in territorio diverso, più lontano.
Senza però dimenticare l'unità della propria comunità che si spargeva su un territorio sempre più vasto.
Questa migrazione ebbe come destinazione le terre poste a sud dei monti delle Mainarde, sino a tutto il Matese e le sue propaggini occidentali.
La particolarità del territorio montuoso, diede origine anche al nome di questa "tribù", o comunità di Sanniti che, nell'ambito della comune etnia, si chiamarono Pentri (com'è noto nell'ambito della comunità sannita erano presenti anche altri gruppi).
Da questa "tribù" presero origine, nel secolo VI a.C., ulteriori primavere sacre che crearono i Sanniti Carecini, Irpini e Caudini.
Sicuramente nel successivo V secolo a.C. i quattro popoli ed i rispettivi territori occupati, costituivano il Sannio.
Di questo, dunque, si è occupata la rievocazione odierna svoltasi a Palazzo Paolo V: quadri scenici che hanno raccontato gli aspetti più significativi della civiltà sannita.
Il Corteo, partito dal glorioso Palazzo di Città, ha avuto come protagonisti 150 figuranti in costume che hanno, quindi, raccontato quella straordinaria pagina della storia sannita.
Gli "eletti" o i "prescelti" hanno sfilato lungo corso Garibaldi passando davanti al cuore della Benevento longobarda, cioé Santa Sofia e quindi all'Arco di Traiano di epoca romana. 
Altri aspetti della civiltà sannitica sono stati proprio rappresentati durante il Corteo Storico attraverso quadri scenici inerenti il matrimonio tra giovani sanniti.
Particolare attenzione, ha richiamato la formazione di combattimento di elite di quel popolo glorioso, cioé la "Legio Linteata".
Non sono stati dimenticati i ludi funebri e cioé quei combattimenti che si svolgevano in onore dei defunti.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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