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Benevento, 12-09-2017 20:03 ____
Abbiamo perso in poche settimane due parroci. Occore stringersi attorno alla loro memoria ed avere la forza di superare le nostre debolezze
Cosi' monsignor Felice Accrocca ai funerali di don Nazzareno Tenga che il giorno prima di morire aveva manifestato l'intenzione di affidare al direttore di "Gazzetta" le memorie della sua lunga esperienza di sacerdote e di docente per farne un libro
di Diego De Lucia
  

"Abbiamo perso in poche settimane due parroci.
Occore stringersi attorno alla loro memoria ed avere la forza di superare le nostre debolezze o contraddizioni".
L'arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Accrocca, ha ricordato, con queste parole, monsignor Nazzareno Tenga celebrando, questo pomeriggio, in Cattedrale, la Santa Messa per l'ultimo saluto al parroco di Santa Sofia di Benevento, deceduto la notte scorsa, dopo una lunga malattia che però non faceva presagire la dua dipartita.
Monsignor Accrocca, che ha voluto ricordare anche don Gerardo Mucci, parroco di Roccabascerana, scomparso nel mese di agosto, ha affermato come la morte di don Nazzareno sia tanto incredibile quanto imprevendibile.
Infatti, l'arcivescovo ha voluto condividere, con queste parole, l'incredulità che hanno espresso in tanti nell'apprendere la notizia della dipartita del parroco, che aveva sempre dato prova di attivismo e di combattività.
L'ultimo viaggio di don Nazzareno è iniziato questa mattina, dalla chiesa patrimonio Uniesco dove era stata allestita la camera ardente per il commosso omaggio di tanti parrocchiani.
Poi, nel primo pomeriggio, c'è stato un corteo partito da Santa Sofia fino alla Cattedrale aperto dall'auto della Polizia Municipale a significare la presenza della città accanto ai fedeli che hanno perso il loro parroco.
Nella celebrazione, monsignor Accrocca ha rimarcato: "La morte colpisce tutti.
Don Nazzareno da tempo si confrontava con una nemica imprendibile".
Poi l'esortazione: "Dobbiamo convertirci oggi.
La storia di don Nazzreno significa che non abbiamo tempo e non possiamo dire che lo faremo domani.
Solo Dio può leggere i nostri occhi".
Infine mons. Accrocca ha aggiunto: "Ora don Nazzareno vegli su di noi e ci protegga.
A noi famiglia della sua Diocesi ed ai suoi familiari".

ap - Sin qui la cronaca dei funerali.
Noi dobbiamo però raccontare ai nostri lettori anche un altro episodio, così come ci è stato narrato, che ci ha molto commossi.
E' inutile dire che nutrivamo una profonda stima per don Nazzareno ed eravamo anche legati a lui da affettuosa amicizia.
Ci è stato riferito che don Nazzareno, il giorno prima della sua scomparsa, quando nessuno pensava che la sua fine terrena fosse così dietro l'angolo, abbia manifestato la volontà di fermare sulla carta la sua lunga vita di sacerdote (47 anni) e parroco, oltre che di docente.
Appena esco dall'Ospedale, aveva detto, stavolta vado dal vescovo e gli chiedo di mettermi in... pensione.
Vorrei stare nella Cattedrale e rendermi utile alle confessioni.
Avrei così un po' di tempo in più per riordinare la mia non piccola esistenza ed affidare ad un registratore i miei incontri con le personalità dell'epoca, la ansie e le problematiche di una parrocchia così antica e così importante, i miei tanti anni nella scuola beneventana dove sono state formate schiere di classe dirigente e di bravi padri di famiglia.
Poi tutto questo materiale lo passerò ad Alfredo che lo sbobinerà e ne farà un libro, quando avrà tempo perché so che è sempre molto impegnato con la sua "Gazzetta"...
Questo ha detto don Nazzareno poco prima di morire e siamo orgogliosi e commossi del fatto che a noi avrebbe voluto affidare le sue memorie.
Don Nazzareno però qualcosa aveva in animo.
Nello stesso giorno un cruccio lo ha anche pervaso ed ha detto: Siamo a settembre?
Me ne andrò in questo mese, proprio come mio padre...

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

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