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Benevento, 09-09-2017 11:24 ____
L'Associazione "Benevento Libera" ha deciso di sostenere, alle prossime elezioni politiche, il Movimento di Stefano Parisi "Energie per l'Italia"
Luigi Bocchino: Il giudizio sull'attuale Amministrazione comunale e' negativo perche' si e' preferito mettere in soffitta la qualita' degli esterni a vantaggio della quantita' dei numeri elettorali
Nostro servizio
  

L'Associazione "Benevento Libera", nel riprendere la sua attività politica, ha deciso di sostenere, alle prossime elezioni politiche, il Movimento di Stefano Parisi "Energie per l'Italia".
A Luigi Bocchino (foto) che del Movimento politico ne è il presidente, abbiamo chiesto di descriverci le prossime mosse della sua Associazione.
"Parisi intende attuare una nuova politica per uno Stato sicuro e giusto, leggero per liberare le imprese ed i cittadini dalla burocrazia e dalla pressione fiscale, che assicuri il lavoro e gli investimenti riducendo la spesa pubblica ed i costi della politica.
L'appello alle forze civiche non poteva essere lasciato cadere nel vuoto: per questo daremo il nostro contributo!"

Resta la critica nei confronti di questa Regione Campania?
Benevento ed il Sannio sono succubi del "napolicentrismo", oggi in verità sostituito in parte dal "salernocentrismo", che è la solita faccia di una burocrazia regionale che alimenta la spesa pubblica senza attrarre risorse: con investimenti assolutamente non funzionali ad un disegno di riassetto complessivo dell'intera regione.
Le Regioni se devono continuare così è meglio abolirle: si riduce la spesa e possono essere rilanciate le province che possono raccordare al meglio le esigenze dei territori locali.
Sullo sfondo le MacroRegioni e, per quanto ci riguarda, quella degli Appenini da Chieti-Benevento-Avellino, che in futuro è un treno da non perdere.

Ed il suo cavallo di battaglia? L'uscita dalla Campania?
Il "MoliSannio" è stata una nostra battaglia boicottata da tutta la politica beneventana conclusasi definitivamente il 12 novembre 2012 con l'infausto voto negativo del Consiglio provinciale di Benevento che, di fatto, impedì ai sanniti di pronunciarsi liberamente attraverso il referendum sulla permanenza o meno in Campania.
Oggi non ci sono le condizioni giuridiche per farlo: chi agita il "MoliSannio" lo fa in maniera strumentale solo per giocare sul tavolo regionale; null'altro.
L'unica cosa serie sarebbero atti deliberativi congiunti delle Comunità Montane del Fortore e del Tammaro che, rappresentando i comuni a confine con il Molise, potrebbero riaccendere la questione.

Venendo ai fatti del capoluogo, non l'abbiamo sin qui sentita esprimere giudizi sull'operato di questa Amministrazione...
Il giudizio sull'attuale Amministrazione comunale è negativo: primo perchè si è preferito mettere in soffitta la qualità degli esterni a vantaggio della quantità dei numeri elettorali; secondo perchè con la dichiarazione del dissesto si è voluta decretare la fine di Benevento per i prossimi dieci anni con ricadute pesanti per il Comune allorquando lo stesso sarà chiuso.
In particolare, non si è arrestata la desertificazione della città dove fanno bella mostra la chiusura della Banca d'Italia e della Scuola Allievi Carabinieri, dei cinema e teatri cittadini, di centinaia di esercizi commerciali.
Vi è, tra l'altro, meno sicurezza di prima, in particolare, nelle periferie ed al Rione Libertà:  né sono stati eliminati fenomeni diffusi di prostituzione a tutte le ore.

E' dunque politiche d'investimento poco o niente?
L'unico investimento serio sulla città era quello storico e culturale, avvalorato anche dalla presenza dell'Università: si è preferita la scorciatoia dell'organizzazione di spettacoli che non hanno nessun ritorno economico e d'immagine per la città.
Soprattutto portano gente ma non turisti, come accade, ovunque, ci sono manifestazioni del genere: basti pensare che alcuni giorni fa a Pratola Serra c'erano ben 25.000 persone per Gigi D'Alessio ed eppure non ha lasciato traccia.

Giunta e Consiglio con costi ancora alti per la collettività con un Comune in dissesto?
Gli assessori ed in consiglieri sono ancora in tempo a seguire il sindaco nella rinuncia alle indennità, un risparmio di oltre 5 milioni di euro, da devolvere in un fondo di solidarietà sociale a favore delle famiglie povere della città. Anche perché, per loro stessa ammissione, lo spettacolo che spesso offrono non è all'altezza del compito assegnato.

comunicato n.105520



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