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Benevento, 07-08-2017 09:02 ____
Antonio Verga controbatte alle argomentazioni di Giuseppe De Lorenzo a proposito del cambio di casacca di tre consiglieri di maggioranza
La risposta e' in particolare alla frase: "...loro malgrado, sicuramente in buona fede, si sono lasciati trascinare rievocando medesimi percorsi, stesse azioni, stesso regista..."
Nostro servizio
  

Antonio Verga (foto), responsabile per la Campania di "Alternativa Popolare" per i rapporti con il Parlamanto, controbatte alle argomentazioni di Giuseppe De Lorenzo a proposito del cambio di casacca di tre consiglieri di maggioranza.
"Egregio direttore - ci scrive - ben conoscendo la sua disponibilità a favorire il dibattito sui temi che interessano la comunità sannita, mi permetto di intervenire a seguito delle considerazioni espresse da Giuseppe De Lorenzo nell'articolo: "In tempi lontani, da neofita come loro, caddi nel medesimo errore. Stessi percorsi, stesse azioni, stesso regista...", per la necessità di favorire una visione politica più ampia che agevoli la comprensione da parte dei cittadini su quanto sta accadendo e su ciò che potrà accadere nei mesi a venire.
Da quando, anni addietro, ho lasciato da segretario provinciale, la guida politica dei Cristiani Democratici Uniti di Rocco Buttiglione, ho sempre avuto la personale convinzione della necessità di costruire, nel panorama nazionale, una casa comune per aprire uno spazio politico di aggregazione dei moderati, centristi, popolari, laici, liberali, riformatori e movimenti civici locali, al fine di elaborare una piattaforma programmatica il più possibile condivisa dal corpo sociale.
Una piattaforma ricca di contenuti, in grado di rappresentare le istanze del ceto medio e produttivo, dell'associazionismo liberale, del mondo sindacale e giovanile, di uomini, donne e pensionati, indicando le nuove priorità politiche legate ai cambiamenti della società come, per fare solo qualche esempio, la definizione di un patto per il lavoro, il varo di nuove politiche fiscali per dare ai cittadini la possibilità di una reale prosperità economica, l'incentivazione alle imprese per incrementare l'occupazione giovanile, un'istruzione più organica e razionale per tutti i livelli di studio, una sanità più vicina alle reali esigenze dell'utenza, una piena valorizzazione dei beni culturali del Paese soprattutto in chiave turistica, un piano agricolo ecocompatibile, l'avviamento di un programma nazionale di lotta alle povertà a cui oggi, più che mai, occorre aggiungere il problema di come gestire in modo non solo umanitario ma soprattutto in chiave di opportunità economica, la massiccia presenza in Italia di immigrati, con una legislazione snella, chiara, rapida e di certa applicazione.
Ma su quest'ultimo argomento, molto delicato e che non permette semplificazioni, preferirei discuterne in altra occasione, anche per meglio definirne aspetti e proposte concrete.
In questi anni, quindi, non avendo avuto altre responsabilità politiche di guida, ho avuto maggior tempo da dedicare all'approfondimento di temi di profilo culturale e sociale, mai però, abbandonando quella tensione politica, che ho sempre condiviso con altri amici, fino ad oggi risultata sempre determinante per le scelte politiche della nostra collettività.
Ho inteso fare questo doveroso preambolo, propedeutico per inquadrare il contesto politico che sta vivendo la nostra provincia a partire dalle vicende dell'Amministrazione comunale di Benevento, laddove gli eventi che si stanno susseguendo possono, a mio giudizio, essere compresi solo se si inquadrano con una lettura politica di più ampia portata.
Ecco perché l'interpretazione che ne intende dare l'illustre De Lorenzo nell'articolo pubblicato ieri su Gazzetta di Benevento, è nei fatti totalmente avulsa da tale contesto, oltre che essere forviante, distorta e a dir poco, incoerente.
E spiego il perché!
Il primo evento, a detta sempre dell'analista in parola, è riferito a quello che viene definito: "con una regia ben organizzata, all'abbandono di tre consiglieri, per costituire il gruppo consiliare di "Alternativa Popolare", per il quale "...loro malgrado, sicuramente in buona fede, si sono lasciati trascinare"; rievocando medesimi percorsi, stesse azioni, stesso regista.
Affermazioni che implicano una chiarissima allusione ad un ben noto personaggio politico, di cui l'estensore ha avuto il dovuto riguardo di non citare il nome, probabilmente per rispetto ed ammirazione o più verosimilmente per essere un suo incubo, visto che solo alcuni mesi fa, in una delle tante esternazioni da romantico sognatore, con un articolo a sua firma pubblicato proprio su  Gazzetta di Benevento il 6 marzo dello scorso anno, lamentava la temporanea mancanza dalla scena politica del medesimo regista, che egli descriveva e ricordava come politico geniale, instancabile, in grado di muovere migliaia di voti da una parte all’altra, indicandolo in conclusione, come uomo buono, incapace di provocare del male ad alcuno: ringraziandolo perfino della comune elezione a consiglieri comunali avvenuta nel lontano 1996, con una messe di voti ricevuti da entrambi!
Non intendo entrare nel merito delle valutazioni di ciascuno, ma non ritengo di poter accettare insinuazioni retoriche e sibilline, argomentate nel solo tentativo di voler piegare circostanze e valutazioni, a seconda dei tempi e delle convenienze.
Appare del tutto ovvio che oggi, la presenza sulla scena politica nazionale, sia pur sofferta e combattuta, di un partito popolare di centro, laico, liberale e riformatore, alternativo agli schieramenti di destra e sinistra, ma che guarda alla più nobile tradizione del Ppe, dia fortemente fastidio tentando in tutti i modi di ridimensionarne la portata.
Solo perché si ritrova un luogo dove i cittadini possono confrontarsi, discutere ed esprimere liberamente le proprie idee e le loro proposte politiche. Forse ancor più per l’attrazione di questa grande opportunità che si dispiega, raccolta da numerosi consiglieri dei vari consessi, che i cittadini hanno scelto attraverso libere e democratiche elezioni.
Solo leggendo la vicenda amministrativa comunale d Benevento, in filigrana politica, si può comprendere la scelta effettuata dai consiglieri del gruppo di "Alternativa Popolare", che intendono interpretare il mandato amministrativo ricevuto, avendo a suo tempo scelto di candidarsi in liste che hanno sostenuto il mandato amministrativo del sindaco Mastella, nel quale oggi continuano a riconoscersi e che, come da loro stessi dichiarato, intendono sempre sostenere, continuando a partecipare ed interpretando quel ruolo politico di "maggioranza costruttiva", atto a favorire una crescita civile, culturale, sociale ed economica della comunità locale.
Nessuna meraviglia, quindi, vi può essere rispetto a quanto accaduto, men che meno accettabile può essere un ingeneroso quanto immeritato biasimo, verso chi ha saputo intuire precocemente, il preludio ai cambiamenti epocali che si determineranno da qui ai mesi a venire, ove i veri protagonisti diverranno quelli che meglio hanno saputo leggere ed interpretare i segni premonitori delle trasformazioni in atto, sia sotto il profilo politico che sociale.
Infine, senza voler abusare oltre, quanto al citato secondo episodio, a mio parere, esso non rappresenta che il recto della stessa medaglia, cioè quello di rispondere all'esigenza di ampliamento della maggioranza consiliare, che mai è venuta meno, ma che di fatto, oggi intende rafforzarsi, per meglio rispondere alle esigenze crescenti dei singoli e della collettività".

comunicato n.104785



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