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Benevento, 20-04-2017 20:03 ____
Un viaggio nella memoria tra ricordi, speranza e condivisione per un triste anniversario, quello del 27 aprile con la morte di Delcogliano e Iermano
Polemica tra i rappresentanti dell'Associazione "Libera" ed il giornalista Mario Pedicini che aveva in pratica intimato al sodalizio: "Giu' le mani da Raffaele Delcogliano..."
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Un viaggio nella memoria tra ricordi, speranza e condivisione per un triste anniversario.
Il prossimo 27 aprile ricorre il 35ennale dell'eccidio di Raffaele Delcogliano ed Aldo Iermano, colpiti dai mitra delle Brigate Rosse a Napoli mentre si apprestavano a raggiungere la sede della Regione dove il primo ricopriva la carica di assessore al Lavoro e Formazione Professionale.
La cerimonia di commemorazione è in programma alle 10.00 presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi del Sannio in via Nicola Calandra, con i familiari dei due martiri, le istituzioni e le scuole sannite.
Nel corso della cerimonia, sarà anche consegnato il Premio "Risvegliare la memoria" consistente in un concorso artistico-letterario tra le scuole sannite e nella presentazione di un elaborato.
"La memoria non deve creare competizione, noi non vogliamo dimenticare: soltanto questo", ha rimarcato Michele Martino, delegato locale della Associazione "Libera", promotrice dell'iniziativa, come le altre di questi ultimi giorni tutte finalizzate a stimolare il ricordo delle vittime della mafia e del terrorismo.
Presentata con una conferenza stampa, moderata da Simone Razzano, al C'Entro Pastorale Giovanile in piazza Orsini l'iniziativa del 27 aprile prossimo è vissuta soprattutto sull'amarezza manifestata dallo stesso Michele Martino e da Antonio Iermano, figlio di Aldo, per un articolo di Mario Pedicini apparso su "Realtà Sannita", nel quale l'editorialista aveva contestato proprio l'Associazione Libera perché, a suo dire, questa avrebbe inserito in un contesto del tutto fuorviante il massacro di Delcogliano e Iermano: I due beneventani non furono vittime della mafia, ma dell'odio politico.
Inserire i nomi di Delcogliano e Iermano nell'elenco delle vittime "della lupara", secondo Pedicini, è in sostanza un pessimo servizio alla verità storica ed un tentativo dell'Associazione di don Ciotti di trarre vantaggio d'immagine da quel martirio.
Nel corso dell'incontro con la Stampa Martino non ha mancato di rispondere: "Non abbiamo fatto una bella figura.
Non abbiamo mai pensato di utilizzare il nome di Delcogliano per far conoscere la nostra Associazione".
Contrariato il figlio di Iermano che ha sostenuto il concetto che il ricordo sia necessario e che non bisogna dimenticare quello che successe 34 anni fa nella nostra provincia: "Molte istituzioni nel passato avevano dimenticato quella terribile giornata del 1982".
Tornando alla manifestazione del prossimo 27 aprile, Martino ha spiegato che è solo una prosecuzione a quella del 21 marzo scorso quando in città e in tutta Italia furono ricordati e citati tutti i nomi delle 946 vittime cadute per mano della camorra.
"Sono stati ricordati anche quel giorno Aldo Iermano, Raffele Delcogliano insieme a Tiziano Della Ratta.
Noi faremo da ponte tra storia e memoria con le nuove generazioni.
Affideremo simbolicamente Raffaele, Aldo e Tiziano alle nuove generazioni affinché facciano memoria ed esempio di onestà amicizia e senso del dovere".
Iermano ha rimarcato come proprio lo scorso anno una telefonata con Martino abbia permesso questo lungo viaggio con i più giovani per una maggiore memoria ed impegno.

comunicato n.101535



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