Uno dei due candidati è partito con l'anatema e con la scomunica annunciata ha detto Pasquale Viespoli
E poi c'è stata la scelta di supportare, come partito, due soli candidati su tre e questa è stata una scelta non condivisibile... Malgrado tutto ciò, chi ha vinto lo ha fatto per soli 113 voti
di Erica Di Santo
"Un'attenta analisi del voto": questo potrebbe essere il titolo ideale della conferenza stampa convocata da Pasquale Viespoli presso la sua segreteria politica di piazza Risorgimento che, quest'anno, ha affiancato anche il tradizionale appuntamento per gli auguri della Santa Pasqua.
Presenti nell'affollatissima sala, adibita ad ospitare i giornalisti, anche Mario Ascierto Della Ratta, i consiglieri comunali Nicola Boccalone, Nazzareno Orlando, Ettore Martini, Gianfranco Ucci, Mario Pasquariello, Sandro Consales, e Fernando Petrucciano; quelli provinciali Luca Ricciardi e Dante Molinaro e tanti altri dirigenti ed ex-dirigenti di partito come Giovanni Montefusco, nonché anche amici, sostenitori e tesserati.
Viespoli ha, dapprima, formulato gli auguri ai tre candidati eletti, nonché anche all'amico Stefano Caldoro per la sua carica a neo-presidente della Regione Campania e poi ha iniziato a parlare delle questioni preminenti per le quali ha ritenuto opportuno convocare la conferenza stampa di quest’oggi.
Argomento primo: la tanto famigerata "colpa" affibbiata ai consiglieri comunali per la considerevole perdita o, per meglio dire, mancanza di voti avuti sulla città di Benevento, dal candidato Ascierto Della Ratta, che essi avevano apertamente deciso di supportare.
Ebbene il senatore, a questo proposito, così si è espresso: "Io non ho la mentalità di dover esprimere un giudizio per dire se essi meritano di esser apprezzati o meno per il loro impegno o disimpegno; lo stesso fatto che bisogna trovare qualcuno cui addossare la colpa e la responsabilità per questo presunto scarso risultato ottenuto in città, non è una cosa né vera né corretta. C'è chi ha raggiunto maggiori voti in città e chi ne ha raggiunti in maggior misura in provincia. Bisogna analizzare il dato complessivo".
Ed infatti, carte alla mano, inizia a leggere dapprima le varie percentuali espresse e poi, numericamente, elenca le preferenze avute nei vari seggi con questa puntuale e precisa descrizione: "La differenza sostanziale si è concentrata nelle 5 sezioni di via Gioberti...; in 5 sezioni di via Silvio Pellico...; in due sezioni dellìEpitaffio… e nelle sezioni di Piano Cappelle che si trovano a ridosso di San Nicola Manfredi...
Evidentemente ci si è impegnati maggiormente in alcuni quartieri.
E' ovvia anche la maggior popolarità in città di un candidato che si avvale della sua presenza quotidiana su un giornale e che è pure partito prima, facendo una campagna elettorale già da mesi addietro.
In pratica si è trattato di una partita lunga, giocata contro una partita corta. Il tutto è però servito a fare una opportuna e serena riflessione, capace di farci comprendere ciò che è realmente accaduto.
Innanzitutto bisogna recuperare il rispetto per le persone e l'amore per la verità dei fatti.
Solo così si può discutere e confrontarsi. Sono necessari anche: rigore, riflessioni, analisi e considerazioni di carattere elettorale senza far polemiche, anche se per due questioni sono necessarie delle precisazioni.
Numero 1): Compattezza del coordinamento a sostegno di due candidati (Colasanto e Sorrentino ndd) contro uno (Ascierto ndd) che partiva, clericalmente parlando, con l'"anatema" e con la "scomunica annunciata"; 2) Non mi è piaciuto che Ascierto da capolista, così come era stato scritto in precedenti accordi che prevedevano l'ordine di preferenza alfabetico, poi, non l’abbia fatto più. E' ovvio che tutto non stravolge il risultato ottenuto, ma non è eticamente corretto".
Argomento secondo: "Conflitto politico-territoriale-istituzionale che si è venuto a creare al momento della scelta dei candidati e delle liste, con relativo rischio-tandem della bicicletta che ha visto due candidati competere insieme contro un candidato single, che, invece è stato costretto a doverli rincorrere".
Continuando a fare questa vivisezione numerica del voto, il senatore ex-An, prosegue: "C'è stata anche la scelta legittima, ma non condivisibile per il ruolo che si rappresentava, di supportare un solo candidato da parte di un intero partito che ha anche potuto usufruire di tutto ciò che c'era a disposizione: dalle strutture materiali e fisiche alla maggiore diffusione di immagine sul territorio, alleanze, unione di coppia con un altro candidato e così via. Certo se poi, nonostante tutto ciò, si è vinto per soli 113 voti e si inizia a festeggiare solamente dopo aver atteso il risultato di San Nicola Manfredi, creando anche una spaccatura tra partito ed anti-partito, beh… alla fine credo che abbiano pareggiato entrambi i candidati.
E' ovvio però che fa un po' dispiacere il risultato ottenuto, le polemiche che ci sono state ed anche alcune altre cose come, oltre alla su citata coppia, anche i sindaci tutti schierati ed alleati insieme e lo scontro amico-nemico all'interno della stessa compagine politica.
Ascierto meritava di vincere, è un politico di spessore con ben determinate idee politiche. E' chiaro poi che, dietro certi numeri, ci siano rapporti, relazioni ed altro.
Senza arrivare alla nobiltà della sconfitta ed alla volgarità della vittoria, bisogna fare uno straordinario bagno di umiltà politica e, a questo proposito, posso solo dire di fidarmi di me stesso".
Poi, prima di concludere ha asserito: "E' ovvio che quasi 13mila voti né si archiviano, né si dimenticano. Io non rinuncio a dare un contributo al Pdl, purché sia esso espressione di un partito ove ci siano confronto e discussione".
Poi, piccola digressione sull'imminente futuro: "Le nostre prossime prospettive sono di carattere unitario, lavoreremo per determinare anche un valido contributo alle prossime elezioni comunali, insieme a tutti i consiglieri. Ci muoveremo nel rispetto delle amministrative. Il protagonismo c'è e non è una sorta di concessione".
Quindi, la conclusione, sottolineando ancora una volta l'argomento-chiave dell’intera conferenza stampa: "L'ansia di addossare la colpa a qualcuno è offensiva. Io rivendico la compattezza e la sintesi tra gli amministratori comunali, altrimenti si offende la loro storia, le loro tradizioni, il loro vissuto politico. Il rispetto, calcisticamente parlando, bisogna darlo anche alle vecchie glorie e non solo ai campioni. E del resto, il pallone, bisogna ancora metterlo in campo".
Le foto sono di Antonio Caporaso per "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.
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