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Benevento, 25-09-2020 11:47 ____
A volte basta una giovane solare e determinata per cambiare una situazione incancrenita e una parte di vecchia classe dirigente
La vita e' imprevedibile. Anche quella politica. Piero Mancini si addormenta in poltrona e sogna la vittoria di una giovane alla carica di sindaco di Benevento. Poi si sveglia e dice: Sono sereno e ottimista
Redazione
  

"I giovani beneventani cambieranno la decrepita classe dirigente" è il titolo di una nota di riflessioni di Piero Mancini (foto).
"Caro direttore - scrive - dopo aver letto il suo articolo sulla festa mastelliana post elettorale in cui il sindaco ha manifestato l’intenzione di ricandidarsi nella prossima scadenza amministrativa, per gestire i tanti soldi "donati" dall'Europa che arriveranno in città, ho tratto la conclusione che Mastella è rimasto il vecchio democristiano del secolo passato.
Un vecchio mediatore.
Ho frugato tra i miei libri alla ricerca di un testo fondamentale per capire l'indole dell'eterno democristiano.
Ho trovato il libro scritto, all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso, dall'antropologa Gabriella Gribaudi, docente all'Orientale di Napoli: Mediatori. Antropologia del potere democristiano nel Mezzogiorno.
Un libro che precede di molti anni Mani Pulite.
Scientificamente descrive il modus operandi, esecrabile e censurabile, nella gestione politica e amministrativa delle risorse pubbliche stanziate dal centro che si muovono verso le periferie e i conseguenti meccanismi corruttivi emersi e dimostrati grazie alle inchieste della magistratura.
Mi sono seduto su una vecchia ma comoda poltrona e ho iniziato a sfogliarlo, mentre riaffioravano ricordi di una militanza totalizzante. Di lotta politica antagonista.
Dopo aver letto qualche pagina mi sono assopito e sono stato rapito da un sogno che al risveglio, stranamente, ho ricordato nitidamente.
Il dopo elezioni in città ha avuto conseguenze che nessuno poteva immaginare.
Nemmeno Mastella che, inebriato, festeggiava per la grande occasione della gestione di milioni e milioni di euro grazie all’alleanza con De Luca.
In un grande partito, in forte crisi identitaria, improvvisamente e repentinamente avviene un radicale ricambio del gruppo dirigente provinciale gestito con mano ferma da un vecchio leader.
Il gruppo di trentenni-quarantenni è guidato da una ragazza determinata, con grandi capacità organizzative e ancorata alla passione politica per il sociale.
La giovane carismaticaha un progetto politico molto innovativo.
Calamita consenso e, in poco tempo, diventa un punto di riferimento per gli onesti progressisti che sognano un cambiamento tangibile e di un gran numero  di giovani, preparati ma senza futuro.
Vince il Congresso e subito fa capire quanto sia dirompente nella moderata e sonnacchiosa città la sua proposta politica.
Scrive un duro e chiaro documento politico che sbalordisce tutti per la sua durezza: Il potere quarantennale del democristiano Mastella fa schifo e ha distrutto la città.
Basta mediazioni e opaco incomprensibile politichese.
La situazione economica e sociale è talmente deteriorata che serve una rottura culturale con una vecchia visione, tutta incentrata sulla gestione clientelare. Lo choc provocato è grande.
Ecco che altri giovani, cattolici e no, molto impegnati nel sociale, riuniti in comitato civico, rispondono con altrettanto chiaro e radicale documento politico:
La crisi sociale, economica e morale, richiede un vasto e immediato cambiamento politico-amministrativo.
Per difendere il futuro dei giovani è necessaria una grande svolta.
Il documento si chiude con la proposta di aprire un confronto per definire una proposta amministrativa unitaria. Il segnale di un diverso clima e una tendenza in atto. Giovani preparati che non ne possono più di una situazione sempre più grave, che si esprimono e dimostrano grande determinazione.
Ciò che ci vuole.
La campagna elettorale amministrativa è caratterizzata da un conflitto acceso. I giovani rinnovatori alleati, infine, vincono.
L'altezzoso e sprezzante democristiano con l'aureola del leader invincibile accusa la cocente sconfitta.
Non reggendola psicologicamente e fisicamente.
Nel giorno in cui il giovane sindaco presenta il suo innovativo programma si presenta smarrito e smagrito. Irriconoscibile. Velocemente invecchiato e curvo.
Per reggersi, usa un vecchio bastone nodoso. Una metafora vivente. Una triste uscita di scena. Eppure, solo pochi mesi prima borioso festeggiava con pieno vigore fisico l’ennesima vittoria elettorale. La vita è imprevedibile. Anche quella politica.
A volte basta una giovane solare e determinata per cambiare una situazione incancrenita e una parte di vecchia classe dirigente.
Questo è necessario. Almeno questo è dovuto a una comunità dolente.
Mi sono svegliato sereno e ottimista".

comunicato n.134875




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