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Benevento, 26-08-2020 15:30 ____
Benevento esoterica e guerriera, colta e sinuosa, a me sembra solo una fantasiosa ricostruzione letteraria, afferma Teresa Matassa
Miriadi di contraddizioni, sotto gli occhi di tutti, e nessuna voce distonica si solleva nei dai salotti bene, ne' dalla politica del tira a campa', e neanche dai quartieri zeppi di persone che dichiarano di non poter sbarcare il lunario
Redazione
  

Il gruppo denominato "Vox", qui rappresentato da Teresa Matassa, interviene, con alcune riflessioni, sulla situazione in cui versa la città di Benevento.
"Sarà stato - scrive - che i Sanniti hanno avuto solo una gran fortuna a trovare le Forche Caudine e che le famigerate streghe erano solo quattro scalmanate che casualmente mescolavano pozioni, perché di tutto questo orgoglio storico, strumentalmente adoperato, oggi in città non si ritrova neanche una briciola.
Benevento esoterica e guerriera, colta e sinuosa, a me sembra solo una fantasiosa ricostruzione letteraria.
Oggi la città passiva e raccomandata li ha ridotti in cenere quei poveri leggendari antenati.
Miriadi di contraddizioni, sotto gli occhi di tutti, e nessuna voce distonica si solleva nei dai salotti bene, né dalla politica del tira a campà, e neanche dai quartieri zeppi di persone che dichiarano di non poter sbarcare il lunario.
Avrei voluto leggere un manifesto di protesta ogni tanto... ma qui non si scomoda nessuno.
Non vi è nessuno scatto di orgoglio: Salvini indossa la maglietta della squadra di calcio, oggi, che finalmente esiste Benevento sulla cartina geografica e nessuno pensa che qualche giorno fa, quando non figuravano stelline e stendardi, Benevento dove stava?
Va beh, vicino Napoli!
Nessuna autostrada decente collega la città; una superstrada che fa solo morti non merita la stessa urgenza e non è un simbolo come ponte Morandi... la ferrovia, silenziosamente chiusa, viene tirata in ballo solo dai balletti elettorali ma nessuno se ne interessa veramente, e resta chiusa.
Saltiamo sul carro dei vincitori, facciamo le prime donne, ma la memoria popolare dei torti subiti e delle promesse fatte e mai mantenute svanisce e si perde nella superficialità, nel disinteresse generalizzato.
Tutto questo produce mostri: impoverimento culturale, malgrado le centinaia di avvocati che l'università sannita, a pagamento o poco meno, sforna, senza la benché minima professionalità.
Benevento è una città che, malgrado le bellezze che la storia le ha lasciato, si imbarbarisce, si sporca: se la scopa vecchia la usiamo per ripulire quattro notti o i canti e balli per i quali all'occorrenza ci dimentichiamo distanziamento sociale, mascherine e canti dai balconi, e alziamo barriere per escludere ma proclamiamo la democrazia, la pietas religiosa e il populismo becero, allora sì che quei poveri Sanniti si rivoltano nella tomba... allora sì che quelle povere "megere" bruceranno in eterno!"

comunicato n.134108




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