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Benevento, 15-04-2019 21:20 ____
In Commissione Ambiente ascoltato l'ingegnere di Gesesa, Giovanni Tretola che ha finalmente portato parole di chiarezza sul depuratore
Anche la vicenda dell'aumento della portata dal Torano Biferno cambia radicalmente rispetto a quanto sin qui noto: Se la Regione porta l'acqua al serbatoio dei Gesuiti, si puo' servire tutta la citta' ed eliminare i pozzi
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La Commissione Ambiente presieduta da Mila Lombardi ha ascoltato in audizione Giovanni Tretola (nella foto è con la sua collega Chiara Spallone), ingegnere, funzionario di Gesesa che sta seguendo l'iter preliminare relativo alla realizzazione degli impianti di depurazione per la città di Benevento.
Tretola, tecnico stimato e preparato, ha ribadito che la strada da seguire, quella preliminare, è oramai solo una e su di essa si sono già pronunciati sia il commissario nazionale per la Depurazione, che l'ha stabilita e decisa che la Regione Campania che ha dato il suo assenso e cioè che a Benevento sarà realizzato un depuratore, in grado di servire una popolazione di 10mila abitanti equivalenti, nella zona Cimitero; un impianto, ancora, di 10mila abitanti equivalenti in località Santa Clementina; il revamping, il rimodernamento per 6.500 abitanti equivalenti dell'impianto di Ponte delle Tavole, unico dei tre impianti attuali che una volta ristrutturato rimarrà in essere ed infine l'impianto di 35mila abitanti equivalenti in località Sant'Angelo a Piesco, che è una delle primissime ipotesi dove si era pensato di realizzare un unico impianto di depurazione.
Ora, superata questa fase ricognitiva e decisionale sul da farsi, fase che deve essere ritenuta assolutamente conclusa, si può passare a quella successiva che è identificata dalla progettazione vera e propria dei nuovi impianti, progettazione che, ovviamente, non si discosterà più dalla strada maestra.
Giovanni Tretola ha anche dato spiegazioni ai componenti della Commissione relativamente alla possibilità di isolare i pozzi di Pezzapiana e di Campo Mazzoni, oggetto di tante contestazioni negli ultimi mesi e di utilizzare l'acqua del Torano-Biferno.
In realtà, ha detto Tretola, modificando radicalmente le cose sin qui dette anche da amministratori di Palazzo Mosti, se la Regione Campania ci desse l'acqua necessaria, a certe condizioni, potremmo effettivamente utilizzarla.
In pratica essa deve essere resa non alla presa di Torrepalazzo in territorio di Torrecuso, ma al serbatoio dei Gesuiti alla Pacevecchia.
Da lì poi Gesesa la potrebbe inserire, con modifiche all'impianto non di grandissima rilevanza, nella propria condotta e servire anche l'altra parte della città e cioè il Rione Libertà ed il Rione Ferrovia eliminando completamente l'apporto di acqua proveniente dai pozzi di Campo Mazzoni e di Pezzapiana.
Ovviamente dovrà essere però la Regione a giudicare se le sue condotte sono in grado di sopportare un aumento di acqua di una certa consistenza ovvero sostituirla questa condotta, peraltro vecchia e che non di rado presenta perdite importanti da riparare, per fare in modo che l'acqua possa giungere al serbatoio.
Sembra tutto molto più chiaro adesso, anche per quanto attiene alle responsabilità ed agli apporti.
Gesesa è pronta a fare il suo, ci pare di aver capito, ma chi dovrà garantire che nel serbatoio dei Gesuiti entri l'acqua sufficiente ad alimentare tutta la città, è la Regione Campania che dovrà valutare la capacità di trasporto della sua condotta.
Su questa nuova strada definitivamente e finalmente tracciata, si dovrebbe ora muovere Palazzo Mosti per la soluzione del problema evitando così anche l'apporto dell'acqua dei pozzi di San Salvatore Telesino.

comunicato n.121591




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