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Benevento, 04-04-2019 12:09 ____
L'acqua del Torano Biferno e' certamente migliore di quella erogata dai pozzi, ma se ne avessimo ancora tanta, non potremmo comunque darla a tutti
Cosi' l'assessore Luigi De Nigris rispondendo ad una interrogazione del consigliere Italo Di Dio. Pina Peda' del Gruppo Misto intrattiene a lungo l'assessore Ambrosone sulla vicenda del San Pasquale. De Minico attende la fonoregistrazione
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Il Consiglio comunale in versione Question Time si è aperto con la chiama dei presenti da parte del segretario comunale, Maria Carmina Cotugno.
Hanno risposto all'appello in 11 su 33. Come è noto non c'è bisogno di una maggioranza per aprire i lavori né del voto al termine di ogni argomento trattato e dunque, scarsa partecipazione.
I lavori sono cominciati, sotto la presidenza di Luigi De Minico, alle 10.00, con un'ora di ritardo rispetto all'orario fissato che era quello delle 9.00.
Non si riesce a cominciare non diciamo in orario, non ci appartiene proprio come mentalità, purtroppo, ma almeno con ritardi accettabili nemmeno quando non c'è bisogno del numero legale...
Il presidente De Minico, apparentemente non ha risentito dello scontro avuto con la sua maggioranza solo qualche giorno prima, lunedì scorso, allorquando una sua frase infelice, sempre in Consiglio comunale, ha scatenato le ire dei suo compagni di cordata.
Però non ci pare sia finita qui.
Ci è parso di capire che abbia intenzione di ritornare sull'argomento per far capire che le sue parole non fossero rivolte alla maggioranza, come del resto noi abbiamo già scritto, ma all'opposizione e per farlo, attende il resoconto della fonoregistrazione del suo intervento.
Ritornando alla seduta, essa è stata aperta dalla esposizione, da parte del proponente, Floriana Fioretti, consigliere comunale del Pd, della interrogazione su: "Concessione di nuovi permessi di costruire attività commerciali non servite dal depuratore" con risposta dell'assessore Antonio Reale.
Fiorietti ha ricordato che c'è stata una paralisi nella edilizia cittadina, perché era stata vincolata la possibilità di concedere permessi a costruire o anche a riattazioni e subentri in attività commerciali, in relazione ad un impianto di depurazione autonomo che ha rappresentato comunque, ha detto Fioretti, una disparità tra i cittadini e gli utenti anche perché non è stato poi previsto, eventualmente, lo scorporo dei tributi.
Antonio Reale ha risposto dicendo che l'Amministrazione si è attivata innanzitutto sulla questione del depuratore da costruire, iniziando con il recuperare i fondi che erano andati persi.
Il dirigente, dopo la sentenza del Tribunale, ha confermato di non poter aumentare gli inquinanti negli scarichi e quindi ha ritenuto opportuno che fosse necessario, se non si fosse in collegamento con l'impianto di depurazione funzionante, essere autonomi e quindi dotarsi di un mini depuratore.
Nel frattempo non siamo stati fermi, ha detto Reale e quindi per alcune attività, come una compravendita di un appartamento o subingresso in un negozio già esistente, non aumentando il conferimento dei rifiuti, si è stabilito che si possono dare le concessioni.
Per il resto riguardo la costruzione del depuratore cittadino, c’è un commissario governativo che oramai se ne occupa. Non dipende più da noi.
Floriana Fioretti ha risposto di ritenersi parzialmente soddisfatta per una parte.
Per l'altra si è dichiarata insoddisfatta poiché, pur prendendo atto dello snellimento delle procedure tecnico amministrative relative all'iter di definizione delle autorizzazioni e delle procedure edilizie, non è chiara né conoscibile la documentazione tecnico amministrativa necessaria per il parere della Gesesa.
Inoltre, non le è stata data risposta in merito alla bocciatura dello scomputo degli oneri di urbanizzazione che restano spese da affrontare da parte dei cittadini per la depurazione privata, possibilità che invece viene riconosciuta in altri Comuni.
Ultimata l'interrogazione di Fioretti, è stato invertito l'Ordine del giorno per motivi pratici (mancanza di alcune fotocopie) e si è passati a discutere della interrogazione del consigliere comunale, sempre del Pd, Marialetizia Varricchiio, sul tema: "Pini mediterranei situati al viale degli Atlantici" con risposta dell'assessore Luigi De Nigris.
Varricchio, nell'illustrare la sua interrogazione, ha detto che essa nasce dall’abbattimento dei pini marittimi di viale degli Atlantici e per sapere se, oltre al parere della Regione, ci siano stati anche quelli di altri esperti con specifiche competenze e quali rilievi siano stati fatti anche in materia di biomeccanica, pareri che decretassero, senza ombra di dubbio, la pericolosià degli alberi.
Non si sa, poi, se si è intenzionati a sostituire gli alberi abbattuti e quali ne siano i costi.
Luigi De Nigris, nel rispondere ha toccato le corde del sentimento.
Non mi sarei voluto mai trovare in questa situazione affettiva e storica.
Infatti, io sono nato 60 anni fa dove ora è il ristorante al viale degli Atlantici.
Quegli alberi li conosco perché vi salivo sopra per prendere le pigne.
Poi accendevamo un fuocherello nei Giardini Piccinato e mangiavamo i pinoli che erano all'interno.
Il libro di Mario Pedicini sul viale degli Atlantici, parla della mia famiglia e della mia comunità, diciamo così.
Nel 1945 lì si sono conosciuti mio padre e mia madre, quindi può immaginare la mia sofferenza nei confronti di quegli alberi, ma guai se un amministratore si lascia prendere dal sentimento quando si tratta della sicurezza dei cittadini.
Ci siamo attenuti a ciò che diceva la struttura tecnica.
Negli anni passati ne sono stati abbattuti di più ma tutto è passato inosservato.
Qui c’è la necessità che per rifare la strada occorreva togliere quelle radici ma non è stato possibile farlo perché si sarebbe indebolita la pianta.
Da una relazione si è poi appreso della pericolosità degli alberi anche in ragione del loro invecchiamento.
Addirittura le radici sembra che stiano sollevando il piano anche di alcune cantinole della zona.
insomma non si poteva fare diversamente, ha concluso De Nigris.
La politica non ha deciso nulla se non incaricare gli esperti per darci delle indicazioni.
L'altra interrogazione è stata quella di Pina Pedà, del gruppo Misto, avente per tema: "Struttura casa albergo San Pasquale".
Ha risposto l'assessore Luigi Ambrosone.
Pedà non ha illustrato la sua interrogazione e quindi ha risposto direttamente Ambrosone mentre il consigliere proponente è poi intervenuta ampiamente dialogando con lui.
Per la Casa di riposo San Pasquale è stato prodotto un Bando per l'affidamento.
C'è stata però la presenza dei Carabinieri dei Nas che hanno mosso rilievi alla struttura e non alla gestione.
Bisognava quindi rendere agibile quel luogo.
E quindi la Giunta indicò al dirigente di predisporre un Bando per affidare il servizio in concessione decennale con l'impegno che il subentrante avrebbe dovuto anticipare tutta la somma necessaria al da farsi e stabilendo un canone di 25mila euro l’anno che sarebbe poi stato defalcato dalle spese sostenute.
Delle tre gare esperite, due sono andate deserte.
Alla terza ha partecipato solo la cooperativa “Isaia” ed è stato fatto quindi l'affidamento provvisorio ma mancando dei documenti, il dirigente non ha provveduto a quello definitivo.
Quindi, ha detto ancora Ambrosone, si è presentata la necessità di spostare gli anziani, i dodici presenti, in altro luogo fino a quando non si concludono le procedure.
Si è pensato di spostarli in un unico luogo per confermare la familiarità tra loro instauratasi.
Tutte le strutture contattate però, non avevano la possibilità di ospitare tutti gli anziani.
L'unica è stata quella di Ceppaloni "Pietro Lonardo" che aveva la disponibilità e così è stato fatto.
Ambrosone ha anche confermato che l'Azienda che subentra nell'affidamento, assumerà anche gli attuali dipendenti.
E qui è cominciata la lunga interlocuzione con il consigliere Pedà che ha rappresentato tutte le sue forti perplessità, perché le carte non lo precisano, che gli attuali dipendenti siano assunti dalla nuova gestione, ha detto il consigliere del Gruppo Misto.
Ma lei è sicuro di quello che afferma, ha detto Pedà ad Ambrosone?
A me non pare sia così. Se vince un’altra cooperativa può anche non assumerli.
Ambrosone ha insisto di essere tranquillo sull'argomento perché c’è il principio del passaggio di cantiere, ma verificherò ed approfondirò, ha detto l'assessore.
Pedà a sua volta ha insistito sulla salvaguardia dei livelli occupazionali di 8 famiglie perché la clausola prevista nel bando non dà alcuna garanzia.
Il consigliere interrogante ha quindi dato lettura di una lunga nota, infarcita da sentenze, al termine della quale ha chiesto e comunicato che sull'argomento dovrà essere fatta una segnalazione all'Autorità Nazionale Anti Corruzione.
Si è passato, quindi, all'ultima interrogazione a firma del consigliere Italo Di Dio: "Accertamento analitico acque sotterranee pozzi località Pezzapiana e Campo Mazzoni".
La risposta l'ha data nuovamente l'assessore Luigi De Nigris.
Italo Di Dio ha illustrato la sua interrogazione riferendo soprattutto dell'inquinamento del terreno dove sono ubicati i pozzi da cui Gesesa attinge l'acqua con cui serve il 58% della popolazione cittadina.
E quindi si è parlato della vicenda del Tetracloroetilene e Triclorometano sottolineando il fatto che non sia possibile che ci possano essere cittadini che bevono acqua buona, quella del Torano Biferno e quelli che ricevono acqua scadente, quella dei pozzi.
Questo è un dato inconfutabile, ha detto Di Dio.
Dunque, ha chiesto all'Amministrazione di sapere la documentazione in possesso al riguardo e cosa si stia facendo per superare questa differenza ed eliminarla.
L’Arpac segnala anch'essa l'inizio della procedura, ha concluso Di Dio, tenuto conto della segnalazione della contaminazione in atto.
Luigi De Nigris ha confermato che, secondo quanto riferito dall’Arpac, il pozzo di Pezzapiana è monitorato con la denominazione Bn2 e che dai rapporti dei precedenti 5 anni, non risulta il superamento dei parametri riferiti agli elementi inquinanti.
I dati comunque sono consultabili sul sito Arpac.
C'è anche il pozzo 2 nella denominazione di Bn2 ed ora l’Arpac chiederà anche di monitorare Pezzapiana e pozzo 4 che è Campo Mazzoni inserendoli entrambi nella rete degli esami.
La Gesesa ha fatto anche delle video ispezioni che hanno garantito peraltro la piena funzionalità della rete fognaria, nella ipotesi in cui l'inquinamento fosse dovuto a infiltrazioni da una fogna perdente.
Comunque sia, rientrano nella norma i valori del teatracloroetilene.
A seguito poi di specifica richiesta, la Gesesa, ha ancora detto De Nigris, ha informato che la cadenza delle analisi ora è mensile e non ci sono difformità sulla potabilità dell’acqua distribuita e sono stati resi noti anche i nomi dei proprietari delle particelle che ricadono nell’area di salvaguardia del pozzo.
Gli Uffici comunali poi, hanno avviato la procedura per l’affidamento delle analisi dell’acqua in profondità, sia a Pezzapiana che a Campo Mazzoni in ossequio al principio della massima cautela anche perché la composizione dell’acqua è influenzata da ciò che incontra lungo il suo cammino.
Comunque sia, la normativa in materia è molto vasta e complessa e non sarebbe male che il legislatore ne facesse un testo unico.
E facile mischiare l’acqua, ha detto De Nigris con ironia, però andrebbero poi spiegate anche le varie normative di riferimento perché ad esempio quella sull’ambiente è cosa diversa da quella per la potabilità dell’acqua.
Gli approfondimenti, rispetto ai parametri che non appartengono alla potabilità dell'acqua, ma alla contaminazione li ho chiesti e ne ho ribadito la necessità.
Anche la Regione Campania ha chiesto di fare queste indagini preliminari, ma noi l‘abbiamo anticipata di circa un mese e mezzo.
Tutti ci assicurano che l’acqua è potabile.
Sono un cittadino azionista della Gesesa come lei.
L'acqua dei rubinetti è più controllata di quella che va nelle bottiglie. L'acqua del sindaco non è da meno di quella delle acque minerali.
Ora questa diversità di acqua che viene distribuita alla città è vecchissima, ma ogni tanto si ripresenta.
Ha ragione, ha detto De Nigris rivolto a Di Dio, l'acqua del Torano Biferno è certamente migliore ma possiamo erogarla a tutti?
Al momento no, anche se ne avessimo in abbondanza.
Ci sono questioni di natura tecnica, riferite alla composizione ed alla strutturazione dell'acquedotto cittadino, che vanno affrontate, ma nella prospettiva.
Di Dio, nella replica, ha detto che è del tutto evidente che l’acqua sia potabile ma qui si parla di contaminazione, che col tempo mina anche la potabilità.
Avete avviato le indagini preliminari ma quando sono entrambi i pozzi ad essere inquinati forse bisogna riferirsi alla falda.
Dipende poi anche da dove si fa l’accertamento perché essendo più pesante l'inquinante va a fondo e quindi bisogna fare anche degli accertamenti mirati.
La Gesesa fa pagare al Comune queste indagini mentre potrebbe fare qualche analisi in più e qualche sponsorizzazione in meno.
De Nigris di rimando: Ma il pozzo è di proprietà del Comune e quindi tocca a noi, su questo non c'è dubbio.
Peraltro, ha detto l'assessore, non mi fido delle indagini che fanno gli altri per mio conto. Riguardo il pozzo la responsabilità è la mia e quindi le analisi le devo fare io.
Di Dio, ha espresso dubbi sul fatto che non si possa utilizzare l'acqua del Torano-Biferno per tutta la città: il pozzo di Pietrafitta, ha detto, è stato già sostituito visto che è stato sospeso il servizio per riparare la condotta che è del Torano Biferno.
Insomma, facciamo una delibera di indirizzo. Su questo mi riservo di presentare una richiesta di ordine del giorno.
Ultimata la discussione tra i due è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Luigi De Minico il quale ha aggiunto che una parte del centro storico è già dotata di una rete nuova, non utilizzata. Basta solo aprire il bypass. Fu realizzata una quindicina di anni fa quando rifacemmo corso Garibaldi.
Dalla prefettura a scendere è tutto nuovo. Basta girare una chiavetta.
Chiusura con una battuta di De Nigris verso De Minico: E se lo dice lui che ha il pedigree più lungo, ci dobbiamo credere.
La seduta si è conclusa alle 12.05.
Al Question Time ha anche assistito il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona (nell'ultima foto in basso).

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

comunicato n.121246




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