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Benevento, 05-02-2019 17:24 ____
Valentino Soreca torna a chiedere vigilanza e tutela dalla presenza del Tetracloroetilene nell'acqua della parte bassa della citta'
E' un problema estremamente serio che va affrontato con responsabilita' dall'intera citta' ed innanzitutto dal Consiglio comunale
Redazione
  

Valentino Soreca (foto) torna a chiedere vigilanza e tutela dalla presenza del Tetracloroetilene nell'acqua della parte bassa della città.
"Ormai - scrive - sono mesi che periodicamente dalla stampa locale apprendiamo della presenza di "alogenuro organico" nell'acqua erogata ad una zona della città di Benevento.
Da "cittadino" mi chiedo: sulla questione della presenza di Tetracloroetilene nell'acqua della parte bassa della città, perché non intervengono i rappresentanti delle associazioni e i comitati di cittadini?
I risultati degli ultimi esami dell'Arpac (pubblicati da Altrabenevento) sull'acqua dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzone hanno confermato la presenza di tetracloroetilene, un inquinante potenzialmente cancerogeno, a livelli tali da destare certamente preoccupazione.
Gli amministratori locali e i rappresentanti delle autorità di controllo per diversi mesi hanno provato a minimizzare il fenomeno ma adesso, messi dinanzi ai dati che provano l'aumento di concentrazione di questo inquinante, arrivata al livello di contaminazione dei pozzi dai quali si attinge l'acqua che la Gesesa serve nei quartieri Libertà, Centro storico e Ferrovia, devono verificare la causa dell'inquinamento e risanare la falda.
E' un problema estremamente serio che va affrontato con responsabilità dalla intera città. Innanzitutto dal Consiglio comunale, dove siedono i rappresenti eletti dal popolo, ma anche dalle forze politiche, i sindacati, le Associazioni ambientaliste, i Comitati di Quartiere, le Associazioni di tutela dei cittadini (soprattutto bambini, anziani e malati) e le Associazioni dei Consumatori devono intervenire per pretendere controlli e informazioni precise sulla qualità dell'acqua.
E' ora di farsi sentire e di impegnarsi a fondo per tutelare la risorsa idrica, indispensabile per la vita.
Non si possono lasciare i cittadini nel dubbio del "rimpallo" e "dichiarazioni" di denuncia e di rassicurazione.
Incomprensibile il silenzio proprio di coloro che dicono e si "onorano" di rappresentare una "categoria", una zona cittadina interessata, una difesa socio territoriale o sanitaria.
Se non loro, chi altri, dovrebbe cogliere questo diritto-dovere di far definitivamente chiarezza sull'argomento
E' ancora fresca nella memoria la "chiusura" della erogazione dalla falda di Pantano (dove sino a giorni prima si diceva che l’acqua fosse potabile).
Questo componente quale reazione chimica può avere con il sale sciolto nell'acqua per cucinare gli alimenti?
Quale reazione chimica a contatto con l'acido citrico delle numerose limonate di questo periodo influenzale?
Può alterare le "funzioni" negli eccipienti di alcuni medicinali (compresse).
E' nei limiti per un sorso d'acqua ma quanto se ne deposita nel corpo umano dopo venti anni di assunzione (la sua presenza è stata riscontrata due decenni fa) e quali potrebbero essere la conseguenze?
In venti anni ci si è accertati della sua "provenienza"? Quali rimedi si stanno ponendo in essere?
I cittadini hanno diritto ad essere rasserenati o allertati definitivamente e chi può farlo se non gli stessi che si dichiarano "rappresentanti cittadini" (al momento muti) approfondendone e chiedendo delucidazioni in merito?
Come dicevo, non si può lasciare la città in balia di un "rimpallo" tra chi "allerta" e chi "tranquillizza" e il mio "appello" è rivolto a tutti coloro che si dichiarano "sentinelle sociali" e che sembra che, a tutt'oggi, restino insensibili ed assenti".

comunicato n.119644




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