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Benevento, 04-02-2019 14:32 ____
La corruzione rappresenta un blocco dell'ascensore sociale. Cosi' Raffaele Cantone, Autorita' Nazionale Anti Corruzione, al Festival Filosofico
La corruzione c'e' sempre stata, ha detto Marilisa Rinaldi ed e' citata anche nel racconto biblico, a cominciare da Adamo ed Eva. Non c'e' una soluzione unica per combatterla. Dobbiamo piu' semplicemente ridurla ed emarginarla
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La corruzione rappresenta un blocco dell'ascensore sociale.
Questa frase, detta da Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac), rappresenta bene il concetto sviluppato quest'oggi al secondo appuntamento del Festival Filosofico del Sannio e cioè che la corruzione medesima, non è un reato in sé visibile e che produce grande apprensione nella pubblica opinione, a parte i pochi giorni di commento successivi dalla scoperta di un episodio eclatante che peraltro, apparentemente, non fa vittime, ma è un fatto gravissimo, anche più di quelli di mafia, perché ruba il futuro ai giovani e sconvolge l'incedere corretto ed ordinato della vita di tutti i giorni.
Il tema del Festival di quest'anno, giunto alla V edizione ed organizzato da "Stregati da Sophia", Associazione presieduta da Carmela D'Aronzo, tratta della "Ricchezza" e lo fa attraverso le sue molteplici sfaccettature e peculiarità.
Ed allora dopo Giancarlo Giannini, ecco che a discutere del tema è stato chiamato Raffaele Cantone per valutare la stessa, la "Ricchezza" sotto l'angolazione del fenomeno della corruzione.
Con Cantone, sul palco, il presidente del Tribunale, Marilisa Rinaldi ed il procuratore della Repubblica, Aldo Policastro.
Quella che noi proponiamo, lungo il percorso della legalità, ha detto D'Aronzo ad apertura dei lavori, è una riflessione sui temi che coinvolgono l'uomo nella società moderna.
E tra questi vogliamo smitizzare quello della ricchezza perché esistono di essa anche altri preziosi elementi che non sono necessariamente rappresentati dal denaro.
A questo punto sono stati mandati in onda, sull'argomento corruzione, due contributi filmati.
Uno di papa Francesco e l'altro del presidente della Repubblica Mattarella.
In particolare il papa ha parlato della corruzione come di un cadavere che è in putrefazione e che per questo "spuzza" ha detto più volte il pontefice.
A porgere il saluto dell'Università degli Studi del Sannio, che è sostenitrice convinta della manifestazione, è stata Antonella Tartaglia Polcini, professore ordinario del nostro Ateneo, la quale ha portato soprattutto ai ragazzi ed ai docenti, oltre che alle personalità presenti, il saluto del rettore Filippo De Rossi, ancora una volta compiaciuto e grato per questa iniziativa, ha detto Tartaglia Polcini, che l'Università del Sannio sostiene convintamente in quanto pone al centro della riflessione e del sapere critico, un altro elemento essenziale della riflessione sulla evoluzione della cultura e cioè la ricchezza, intesa come cultura e tutte le sue possibili declinazioni anche in senso controfunzionale, come quella che è oggetto oggi di approfondimento.
L'Università sostiene lungo tutto il percorso questo Festival, guardando poi alla premiazione dei ragazzi che si renderanno protagonisti di una elaborazione critica e ricostruttiva di una delle tematiche principali affrontate e tra questa la corruzione.
Buon lavoro dunque affinché voi giovani vi rendiate protagonisti consapevoli della vostra vita non soltanto individuale ma soprattutto sociale.
Siamo titolari di diritti e di doveri funzionali, ha concluso Tartaglia Polcini e cioè preordinati alla realizzazione di interessi non necessariamente declinati in senso individualistico e giammai egoistico.
A prendere la parola è stato subito dopo, il presidente del Tribunale, Marilisa Rinaldi, che rivolta ai ragazzi ha detto: Siete voi i protagonisti di una lotta che dobbiamo condurre insieme, ma voi in particolare ne dovete essere i protagonisti.
La corruzione c'è sempre stata, ha detto Rinaldi ed è citata anche nel racconto biblico, a cominciare da Adamo ed Eva.
Non c'è una soluzione unica per combatterla.
Dobbiamo più semplicemente ridurla ed emarginarla.
Normalmente, ha proseguito il presidente del Tribunale, siamo soliti collegare la corruzione alla giustizia, all'operato cioè dei giudici ed all'agire dei partiti politici. Ma questa è solo una parte del problema.
Quindi Rinaldi ha dato lettura di ciò che scrisse Platone, descrivendo il dialogo tra Critone, in carcere assieme a Socrate, suo maestro, che veniva invitato quest'ultimo a compiere gesti di corruzione (nella forma dell'epoca ovviamente ndr) per fuggire dalle sbarre.
Socrate si rifiutò accettando così di morire.
Questa è la ricchezza d'animo, ha detto Rinaldi, che spinge l'uomo fino al gesto estremo.
Ma la ricchezza è anche gioia, cultura, bellezza. Essa si manifesta anche nei nostri prodotti che esportiamo all'estero con tanto successo, il nostro Made in Italy.
Questo è il bello a cui ci si deve ispirare contrastando invece la corruzione che ci pone al 53esimo posto nella speciale classifica dei Paesi più corrotti, anche se recentemente abbiamo recuperato delle posizioni.
Raffaele Cantone ha esordito riprendendo il dialogo di Critone per dire che Socrate non si ribella ad una legge, pur sapendola ingiusta.
Le leggi ingiuste, ha detto il presidente dell'Anac, facendo anche qualche riferimento alla situazione attuale della politica, vanno combattute con la forza del cambiamento.
Quindi ha parlato del suo rapporto con il procuratore Policastro che egli, da magistrato, ha incontrato a Napoli sui luoghi di lavoro.
Benevento deve essere fiera di averlo quale procuratore della Repubblica per cultura, eticità e senso di giustizia che ha in sé.
I ragazzi, ha ripreso Cantone, non sono disinteressati verso certi temi, sono solo scocciati di sentire parole vuote come legalità, che oramai è sulla bocca di tutti, ma vogliono fermarsi ai comportamenti più che alle parole.
Poi, relativamente al contesto in cui ha agito il convegno di oggi, il presidente ha detto che la filosofia con la corruzione c'entra e molto perché la corruzione medesima è, appunto, una filosofia sbagliata della vita.
E', però, un reato da grandi e perché allora parlarne a dei ragazzi?
Il perché è presto detto: Solo loro, infatti, i danneggiati, diretti o indiretti, di queste azioni corruttive.
La corruzione, come bene ha detto D'Aronzo, è un furto di democrazia e di futuro.
E qui Cantone ha riferito che nel libro "La corruzione spuzza" scritto con Francesco Caringella, viene descritto l'episodio di due giovani ricercatori italiani, costretti a far firmare le loro importanti ricerche anche al figlio di un barone universitario.
Per un po' hanno accettato ma poi hanno abbandonato e sono andati via, negli Usa, dove ora nel loro campo sono considerati tra i migliori al mondo. E noi, con questo episodio, abbiamo perso un altro pezzo di futuro.
La corruzione è un reato poco visibile e dunque ne risulta essere difficile anche parlarne.
Essa non lascia traccia e si fa anche fatica a dimostrarla.
Ed allora, essendo un problema anche di carattere culturale, bisogna parlarne nelle scuole dove si possono trovare le condizioni per il cambiamento.
Anche Cantone ha fatto cenno alla graduatoria dei Paesi più o meno corrotti e dove l'Italia occupa il 53esimo posto avendo risalito la china che nel 2014 la vedeva al 69esimo posto.
Nonostante ciò, ha detto il presidente, questo posto in graduatoria non è degno di uno stato civile.
Ma come fanno gli Stati, soprattutto del Nord Europa, a stare in testa alla classifica?
E' perché loro sono convinti, ha detto il presidente, che i beni sociali non siano di nessuno ma di tutti. Lì è la trasparenza l'arma formidabile contro la corruzione assieme all'alto senso civico e di partecipazione della gente.
Papa Francesco ha addirittura parlato di un fatto che per un cattolico come me appare essere addirittura paradossale e cioè che il peccato si perdona, la corruzione no, ha concluso Cantone.
Aldo Policastro, non si è trovato d'accordo sulla ipotesi del presidente del Tribunale che poi tante parole dette possono essere facilmente dimenticate dai giovani.
Quando sono parole sentite, non si dimenticano facilmente.
Ha confermato, Policastro, la difficoltà nel fare indagini sulla corruzione perché è innanzitutto questione di cultura.
La corruzione è una filosofia di vita che danneggia tutti ma che non fa vittime apparenti e nessun danno appare essere stato prodotto alla collettività.
Le nostre città si allarmano per qualche furto in più, ma non si preoccupano per gli episodi di corruzione e di reati contro l'ambiente, tranne che nel momento contingente.
L'allarme scatta, invece, solo quando ad essere in pericolo è la proprietà privata.
E così la corruzione dilaga in segmenti importanti della società ed abbiamo un professionismo talvolta colluso ed una imprenditoria spesso senza qualità.
Conclusi gli interventi, sono giunte numerose le domande da parte degli studenti numerosissimi presenti in sala.
Queste hanno dato la possibilità a Cantone di rispondere che non c'è bisogno di essere o di sentirsi eroi per il lavoro che si svolge. Gli eroi sono perfettamente il contrario di quello che occorre in una democrazia.
In Italia però non siamo all'anno zero, perché l'accesso ai siti delle varie Amministrazioni pubbliche ci dice che l'attenzione della gente è alta e si comincia a comprendere che il nostro ruolo attivo non si ferma con il voto.
Piano piano ci arriveremo ad essere come i paesi del Nord Europa.
Non scendete in strada con le bandiere quando le cose non vanno, ma informatevi perché il più grande disinfettante, ha citato Cantone, è infatti la luce.
Rispondendo ad una domanda sui genitori che istigano alla violenza anche in incontri di calcio tra gioavani, Cantone ha detto che questo è il grande tema, la famiglia che si riverbera o tenta di riverberarsi sempre sulla scuola. A torto.
Chi va ad incitare i ragazzi a parlar male dell'arbitro, o anche peggio, arbitro che in quel momento rappresenta le regole, è il peggior esempio che si possa dare.
Terminata la manifestazione anche a Cantone, Carmela D'Aronzo, ha fatto dono del simbolo della manifestazione, la statuina della Strega opera del maestro Antonio Frusciante.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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